I leader devono unirsi per valutare come ridurre la violenza in America. Parola di Barack Obama, che dopo la sparatoria nel tempio sikh di Oak Creek, avvenuta a poca distanza dalla strage di Denver, torna ad affrontare il tema della armi ("Più controlli nella vendita", aveva detto dopo la tragedia nel cinema di Aurora). Che negli Stati Uniti è un vero e proprio tabù.
"Sparatorie" come quella in Wiscosin – ha detto Obama – "stanno accadendo con troppa regolarità”. Per questo "bisogna affrontare il problema della violenza perpetrata con le armi". E per far questo serve “un esame di coscienza”.
Il presidente americano ha chiarito che si stanno ancora "aspettando il risultato delle indagini", aggiungendo che se fosse confermato il movente razzista gli americani sarebbero "abbattuti" dalla notizia.

Il portavoce della casa Bianca, Jay Carney, prima dell'intervento di Obama, ha precisato che al momento non ci sono nuove iniziative da parte dell'amministrazione per limitare la vendita di armi.
Carney ha ribadito che Obama ritiene necessario rispettare il Secondo Emendamento e che, nell'ambito della vigente, bisogna evitare che le armi finiscano in mani sbagliate.