Sono oltre 19.000, in gran parte civili, gli uccisi nei 16 mesi di violenze in Siria. E' quanto risulta da un calcolo dell'Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus), secondo il quale scontri continuano anche in queste ore nel centro di Aleppo, seconda città e cuore economico del Paese, mentre nei sobborghi di Damasco proseguono i bombardamenti delle forze governative, che nei giorni scorsi hanno respinto infiltrazioni di ribelli nei quartieri centrali.
Secondo i Comitati locali di coordinamento dell'opposizione, nella sola giornata di sabato 21 luglio i morti erano stati 140. Una neocostituita brigata ribelle denominata Al Tawhid ha diffuso un video in cui annuncia che è cominciata l'offensiva per la "liberazione" di Aleppo, che ha chiamato 'operazione Al Furqan'.

Nei giorni scorsi l'offensiva 'Vulcano Damasco' che i ribelli avevano annunciato per conquistare la capitale, è stata respinta dalle forze fedeli al regime dopo sei giorni di combattimenti.
Secondo Ondus, scontri sono in corso nella città di Aleppo in particolare nei quartieri di Saif al Dawla, Al Jamiliya e Al Meridian, oltre che ad Al Zabadia nei pressi di una stazione di polizia e gli uffici dell'immigrazione e dei passaporti. A Damasco sono segnalati bombardamenti, anche con l'impiego di elicotteri, in particolare sul sobborgo di Barzeh, dove secondo i Comitati è stata colpita anche una moschea. Il ministero degli Esteri italiano, intanto, ha ribadito l'invito ai connazionali a lasciare la Siria a causa del deterioramento della sicurezza.