L'inviato speciale di Onu e Lega Araba per la Siria, Kofi Annan, ha annunciato di aver raggiunto con il presidente siriano Bashar al-Assad un accordo su un "approccio" per porre fine alle violenze costate la vita a migliaia di persone.
"Abbiamo raggiunto un accordo su un approccio che presenterò all'opposizione armata", ha detto Annan dopo aver incontrato Assad a Damasco.
Annan, riferisce l'agenzia di stampa Dpa, ha quindi ribadito l'importanza di procedere con un "dialogo politico accettato dal presidente", senza parlare del piano di transizione politica. La dichiarazione dell'ex segretario dell'Onu arriva 48 ore dopo l'annuncio di un fallimento dei negoziati.
E che il clima non fosse dei più propizi l'aveva fatto capire lo stesso presidente siriano. "Gli Stati Uniti sono parte attiva del conflitto in Siria perché offrono sostegno politico e protezione ai ribelli per destabilizzare il Paese", ha detto Bashar al Assad intervistato dalla tv tedesca Ard. Una denuncia, questa, che arriva dopo l'appello lanciato dal segretario di Stato Hillary Clinton che ha parlato del rischio di "un attacco catastrofico" se il regime non fermerà le violenze contro le forze d'opposizione.

E le parole di Assad sembrano trovare sponda a Mosca. Per il presidente russo Putin, che ha parlato al corpo diplomatico del suo Paese, "l'Occidente tenta di conservare la sua influenza attraverso le operazioni umanitarie e l'esportazione della 'democrazia dei missili e delle bombe".

Intanto, gli attivisti in Siria hanno riferito di nuovi attacchi dell'esercito e scontri con i ribelli a Deir Ezzor, Deraa, Homs, Aleppo e nelle vicinanze di Damasco. Un sito Web degli attivisti scrive che oltre 100 siriani sono stati uccisi domenica 8 luglio, la maggior parte dei quali civili.