Il mediatore internazionale per la Siria Kofi Annan ha ottenuto sabato 30 giugno a Ginevra l'appoggio dei cinque Paesi permanenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu ad un piano di transizione politica in Siria per porre fine alle violenze e agli scontri nel Paese (vai allo speciale) . Ma le divergenze tra Washington e Mosca che hanno preceduto l'incontro di Ginevra non sembrano del tutto appianate e sono rapidamente emerse nelle dichiarazioni dei ministri degli esteri dei due Paesi, in particolare sul futuro del presidente siriano Bashar al Assad. Intanto i ribelli denunciano almeno 30 morti sabato sera a Damasco, quando forze del regime avrebbero sparato contro un corteo funebre.

Il Piano di transizione è stato approvato al termine di una lunga giornata di colloqui del nuovo Gruppo d'Azione sulla Siria, indetta dall'inviato speciale dell'Onu e della Lega araba Annan dopo il fallimento del Piano in Sei punti per la fine delle violenze in Siria. Il documento approvato si pronuncia per un "un processo politico che porti ad una transizione che soddisfi le legittime aspirazioni del popolo siriano" e la creazione di un organo esecutivo di transizione che potrà "includere membri dell'attuale governo, dell'opposizione e di altri gruppi" e dovrà essere "formato sulla base di un mutuo consenso".

Per gli Stati Uniti, il piano prepara chiaramente "la strada all'era post Assad', ha detto la segretario di Stato Usa Hillary Clinton in conferenza stampa al termine della riunione. "Il Piano chiede al regime Assad di cedere il posto ad un nuovo organo esecutivo di transizione", ha aggiunto. "Assad - ha insistito Hillary Clinton - ha i giorni contati. Per il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov però il documento non implica affatto che il presidente siriano Bashar al Assad debba dimettersi.

Il documento del Gruppo di Azione - che oltre ai cinque Paesi membri del Consiglio di sicurezza (Russia, Usa, Cina, Francia e Gran Bretagna) ha coinvolto i ministri di Iraq, Qatar, Kuwait, Turchia, i segretari generali dell'Onu e della Lega araba, e l'Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue - non affronta la questione direttamente. Ma non mette invece nero su bianco nemmeno che dovrà essere composto da "donne e uomini irreprensibili", come invece Annan ha più volte sottolineato.

Annan spera di poter registrare risultati e progressi concreti entro un anno e si è detto pronto ad andare a Damasco per illustrare le prossime tappe alle parti. Intanto Gli Stati Uniti - ha detto la Clinton - si adopereranno per portare avanti il lavoro. In particolare "accelereremo il nostro lavoro al Consiglio di sicurezza dell'Onu a New York per una risoluzione che appoggi il Piano di pace in sei punti e le linee guida ed i principi adottati oggi". E le ha fatto eco il ministro degli Esteri britannico William Hague. Mentre ministro francese Laurent Fabius è tornato sul ruolo di Assad che, ha detto "non non c'e' dubbio debba lasciare il potere".

Anche il ministro degli Esteri Italiano Giulio Terzi, in un commento sull'esito della riunione di Ginevra, ha sottolineato "il processo di transizione politica dovrà essere guidato dal popolo siriano. Un processo in cui Assad non potrà avere un ruolo non perché‚ lo decidiamo noi ma perché‚ ha perso qualsiasi legittimità proprio agli occhi del popolo"Siria sarà scelto per mutuo consenso, cosa che esclude i massacratori". Terzi ha inoltre ribadito "il pieno sostegno dell'Italia all'Inviato dell'Onu e della Lega Araba, Kofi Annan, anche per la fase di attuazione dei principi concordati a Ginevra", giudicando quello giunto da Ginevra oggi "un messaggio chiaro e unitario della comunità internazionale sulla via da seguire per la soluzione alla crisi".