di Carola Frediani

Distruggere l'immagine dell'avversario in trenta secondi. Suscitare negli elettori sentimenti di indignazione e repulsione. Far affondare la retorica dell'antagonista sotto il peso della realtà, anche se artificiosamente ricostruita. Sono questi alcuni degli obiettivi delle campagne pubblicitarie condotte dai superPAC, i comitati elettorali americani ufficialmente indipendenti, e come tali non soggetti a vincoli nella raccolta di fondi da aziende e individui (come documenta anche questa infografica di ProPublica sul loro peso economico), che stanno diventando gli scomodi protagonisti delle presidenziali 2012. Col risultato di rendere ancora più duro lo scontro politico, invece di aiutare gli elettori ad approfondire i temi in discussione.

Romney, lo speculatore
- E se fino ad oggi gli affondi erano arrivati soprattutto dal campo repubblicano, ora i democratici hanno iniziato a reagire con una serie di spot che bersagliano Mitt Romney, sottolineando il suo ruolo di presunto speculatore quando era alla guida del fondo di investimento Bain Capital.
L'ultimo video, prodotto da Priorities Usa, superPAC pro-Obama, si basa sulla testimonianza di Mike Earnest, ex-operaio della Ampad, industria cartiera di Marion (Indiana), che spiega come un giorno ai lavoratori venne detto di costruire un palco per un’assemblea. Poco dopo da quella stesso palco venne detto ai turnisti riuniti lì davanti che l'impianto chiudeva e che loro erano licenziati. Dietro ovviamente c'era la Bain Capital: “Mitt Romney fece oltre cento milioni di dollari liquidando quegli stabilimenti”, conclude Earnest, “e per me realizzare quel palco fu come costruire la mia bara”.



“Ci ha promesso le stesse cose che sta promettendo agli Stati Uniti”, dice un altro lavoratore che ha perso il posto a causa della Bain in un altro spot finanziato ancora da Priorities Usa. E il messaggio, esplicito, è sempre lo stesso: “Se Romney vince, la classe media perde”.



Il record economico negativo del candidato repubblicano e il suo essere quanto meno disconnesso dai lavoratori è dunque il tema al centro della campagna democratica: l'entourage di Obama ha anche coniato un’espressione apposita: Romney Economics. Mentre, come si è visto, gli spot realizzati farebbero concorrenza a un film di Ken Loach.

Obama, promesse da marinaio - Dall'altra parte, però, i repubblicani non stanno certo a guardare. A colpire duro il presidente Usa proprio sull'economia è un video finanziato dal comitato Crossroads GPS, vicino all'ideologo di destra Karl Rove. Su sfratti, tasse, sistema sanitario e deficit, Obama non ha mantenuto le promesse, sostiene lo spot attraverso la metafora del tablet rotto.



Un altro video realizzato dal danaroso superPAC repubblicano American Crossroads (finanziato da magnati dell'industria) prende di mira le parole del presidente in carica in maniera sottilmente denigratoria.



Quest'altro spot anti-Obama dello stesso American Crossroads accusa il presidente di essere troppo disinvolto, cool, insomma una celebrità, se non addirittura una specie di rockstar, invece che un capo di Stato capace di risolvere i problemi. Anche se tra un Obama che canta, un Obama con gli occhialini 3D, un Obama che ammazza una mosca, e un Obama che balla, l'impressione finale è che il video finisca col mostrare più la simpatia del Commander-in-Chief che la sua inadeguatezza, come hanno rilevato alcuni commentatori politici.



Le parodie - Naturalmente a fronte di tutti questi spot elettorali – e quelli citati sono solo la punta dell'iceberg – non mancano le parodie. Il giornalista vincitore del Pulitzer Mark Fiore ha anche realizzato un’animazione che simula una pubblicità adatta a un superPAC di qualsiasi colore politico: basta solo riempire gli spazi vuoti.



Mentre il sito Mother Jones ha prodotto una serie di video in stile superPAC applicandoli però all'intricata trama della serie tv fantasy Il Trono di Spade. E al confronto con l'impronta aggressiva calcata dai comitati elettorali, i draghi, i regni in lotta e le congiure di 'Games of Thrones' sembrano davvero un gioco da ragazzi.