Un aereo russo Sukhoi con a bordo oltre 40 persone, fra cui forse due italiani, è scomparso il 9 maggio durante un volo dimostrativo in Indonesia, vicino a Giacarta. La Farnesina sta verificando la notizia dei due italiani a bordo, data dall'agenzia di stampa russa RiaNovosti sul proprio sito, citando l'unità di crisi.
L'agenzia indonesiana per i soccorsi ha spiegato che si sono persi i contatti radio con l'aereo quando è sceso sotto quota 6.000 piedi, alle 10 italiane, vicino al monte Salak, un vulcano alto 2.211 metri a sud della capitale Giacarta (guarda l'infografica)

A bordo dell'aereo ci sarebbero uomini d'affari indonesiani, funzionari dell'ambasciata russa e giornalisti. Finora, le ricerche condotte con elicotteri e via terra non ha rilevato nulla.
Il portavoce del ministero dei Trasporti, Bambang Ervan, ha spiegato che l'aereo stava volando a un'altezza di 10.000 piedi quando ha chiesto l'autorizzazione per scendere a 6.000 piedi.
"L'aereo ha effettuato il primo volo a mezzogiorno ed è rientrato all'aeroporto, ma quando è decollato la seconda volta, si sono persi i contatti", ha spiegato Ervan.

Olga Kayukova, una portavoce dell'Associazione aerea russa, ha spiegato all'agenzia Reuters che il Superjet-100 della Sukhoi era impegnato nel secondo volo in un programma dimostrativo in Indonesia. 
Incidenti aerei avvengono con una certa frequenza in Indonesia, un vasto arcipelago del Sud-est asiatico che conta 17.000 isole.
Il velivolo, un Superjet 100 Sukhoi con una capacità di 68-103 passeggeri, è stato realizzato con tecnologia e design di Boeing e Finmeccanica, ma anche con componentistica delle francesi Thales e Safran.