di Gabriele De Palma

I sospetti di brogli elettorali da sempre aleggiano sulle elezioni in Ghana. Almeno fin dal 1992, quando è stata adottata la nuova Costituzione dando origine alla quarta repubblica. Elettori che votavano più di una volta o che assumevano l'identità di parenti defunti ma ancora presenti nel registro elettorale. Per scongiurare il ripetersi di situazioni analoghe anche durante il prossimo appuntamento con le urne per decidere Presidente e Parlamento (che si terrà il 7 e il 28 dicembre 2012) la Commissione Elettorale ha deciso di cambiare tutto: addio al vecchio registro cartaceo e porte aperte al nuovo, compilato tramite i dati biometrici dei cittadini aventi diritto al voto. L'ambizioso progetto di censimento elettorale è partito il 24 marzo e durerà sette settimane: per pubblicizzarlo e spiegarne l'esatto funzionamento la Commissione ha attivato anche tutti i canali social media disponibili, al grido di “social media for social change”.

Impronte digitali - La raccolta dati (oltre a nazionalità e residenza verranno prese anche le impronte digitali in formato elettronico) per il nuovo registro elettorale ha sollevato qualche polemica per la finestra temporale ridotta che rischia di escludere più di un avente diritto. Il processo di identificazione su scala nazionale infatti prevede delle tappe serrate. Il kit di rilevazione delle impronte digitali è fornito dalla Superlock Technologies Limited (Stl) e la registrazione sarà effettuata in ogni seggio elettorale del Paese.
Nonostante questo non sarà semplice riuscire a schedare tutti i 12 milioni di elettori in così poco tempo. A leggere le testimonianze di chi si è già sottoposto alla nuova identificazione la schedatura richiede una ventina di minuti e viene premiata con una carta di identità elettorale plastificata in cui oltre a una foto c'è un codice a barre con il numero di registrazione che dà diritto a partecipare alla prossima votazione.

Per evitare di perdere i preziosi dati Stl ha predisposto un sistema di sicurezza ridondante di 5 copie di back-up. Non mancano però i casi di malfunzionamento del sistema, spesso dovuti alle alte temperature del Ghana, che mal si conciliano con i dispositivi elettronici. In più di un caso gli elettori hanno dovuto attendere per ore in fila davanti ai banchi dove laptop e stampanti incandescenti si inceppavano di continuo.

Social media change - Una delle preoccupazioni principali della cittadinanza è che il rilevamento delle impronte digitali con scanner elettronici causi il cancro. Anche per questo si è pensato di affiancare ai kit hardware anche una massiccia campagna di comunicazione online, battezzata Ghana Decides. Il ventaglio delle possibilità del web sociale è stato utilizzato in tutta la sua ampiezza: da Flickr, dove vengono pubblicate le foto degli elettori con la nuova carta d'identità, a Facebook, da Twitter (dove la campagna per la registrazione biometrica è contraddistinta dall'hashtag #iRegister) al canale ufficiale su YouTube. Il tutto è poi raccolto e segnalato su blog Tumblr Ghana Decides. Oltre a tranquillizzare sull'assenza di rischi per la salute, vengono fornite informazioni sulla dislocazione dei seggi, le testimonianze di chi ha già ottenuto la nuova scheda e appelli a partecipare alla vita democratica nazionale.

Guarda i cittadini in coda per farsi iscriversi al nuovo registro elettorale



Digital divide - La brillante campagna di comunicazione online ha destato qualche perplessità, dato che la penetrazione di internet nel Paese del golfo della Guinea è scarsa: solo il 10 per cento della popolazione ha accesso alla rete. Gli account ghanesi su Facebook sono un milione e duecentomila (il 5 per cento della popolazione) e se è vero che l'età media dei profili è compresa tra 18 e 35 anni, è vero anche che a chi non è connesso al web i messaggi di Ghana Decides non arriveranno mai. Per questo la Commissione Elettorale ha deciso di affiancare alle attività online anche quelle offline. C'è poi il grande problema chi chi è residente all'estero e non potrà tornare in patria per avere la nuova carta d'identità elettorale. Ma a rischiare di compromettere il difficile censimento digitale ci sono soprattutto le violenze fisiche e le minacce, come denunciato da Matthew Opoku-Prempeh, membro del New Patriotic Party (che se la vedrà con il partito attualmente al governo) e da alcuni quotidiani africani come NewsTimeAfrica.