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(in fondo all'articolo tutti i video sull'allarme tsunami)

L'allerta tsunami è stata "cancellata" e l'Indonesia alla fine può tirare un sospiro di sollievo. L'allerta era stata lanciata in tutto il sudest asiatico, dopo un terremoto di magnitudo 8.7 al largo dell'isola indonesiana di Sumatra. A seguito del sisma, sottolinea il Pacific tsunami warning center, si è verificato uno tsunami "significativo". Tuttavia, rileva il Centro, le misurazioni del livello del mare "indicano ora che la minaccia è diminuita o terminata per la maggioranza delle aree" interessate. Pertanto, si afferma nel bollettino, l'allarme tsunami lanciato dal Centro "è ora cancellato".

Il terremoto - La prima scossa si è verificata alle 14.38 ora locale (le 10.38 in Italia) nelle acque a 434 km a sudovest di Banda Aceh (guarda la mappa), secondo quanto riferito dall'Usgs, l'istituto americano di geofisica. Una seconda, di magnitudo 6.5, è stata registrata poco dopo.
Al momento, ha assicurato il presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono all'emittente indiana Ndtv, non ci sono notizie di vittime, mentre la Farnesina, attraverso l'Unità di crisi, sta compiendo verifiche sull'eventuale presenza di italiani nelle zone coinvolte.
Il sismologo Alberto Michelini, dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), ha detto che il tipo di rottura della faglia è stato orizzontale, a differenza di quello del 2004.

Allerta in 26 Paesi - L'allerta tsunami era stata estesa a 26 paesi. Per il pacific tsunami warning center del National Oceanic and Atmospheric Administration, l'allerta riguardava Indonesia, India, Sri Lanka, Birmania, Maldive, Australia, Malaysia, Thailandia, Isola della Reunion, Seychelles, Pakistan, Somalia, Oman, Madagascar, Iran, Emirati arabi, Yemen, Isole Comore, Bangladesh, Tanzania, Mozambico, Kenya, Isole Crozet, Isole Kerguelen, Sudafrica e Singapore. Le autorità delle isole indiane delle Andamane e Nicobare, a nord dell'epicentro del sisma, hanno detto che ci potrebbero essere onde fino a quattro metri.

Panico per le strade, chiuso l'aeroporto di Phuket -  I singoli Paesi, tra cui Thailandia, Indonesia, Sri Lanka e India, hanno emesso allarmi per conto proprio e la gente vicino
alle coste di sei province della Thailandia è stata costretta a trovare rifugio in zone più alte mentre le autorità hanno chiuso l'aeroporto internazionale della località turistica di Phuket. 
"Il terremoto è stato sentito molto forte. E' saltata l'elettricità, ci sono ingorghi per arrivare in luoghi più alti. Ovunque risuonano sirene e versi del Corano dalle moschee", ha detto il portavoce dell'agenzia indonesiana per la gestione dei disastri che ha inviato una squadra di soccorsi ad Aceh. Le autorità di Bangkok hanno chiesto alle popolazioni di abbandonare le coste del Mare delle Andamane per ripararsi "in alto" ed è stato chiuso l'aeroporto di Phuket, nel sud della Thailandia.
Momenti di panico si sono avuti anche in India in particolare a Kolkata e Chennai dove la gente è scesa in strada, mentre la scossa è stata avvertita chiaramente anche a Bangalore, Bhubaneswar e Mumbai.

Sri Lanka senza elettricità - Le autorità dello Sri Lanka hanno interrotto l'erogazione dell'elettricità e fermato i treni lungo tutta la costa in seguito all'allarme tsunami. L'obiettivo è evitare possibili incendi o incidenti ferroviari. Le popolazioni delle coste nella regioni meridionale, orientale e della capitale, Colombe, sono state invitate a rifugiarsi nelle zone interne. Il sisma è stato avvertito a Colombo, dove migliaia di persone si sono riversate in strade ma non si segnalano vittime.

Nel 2004 oltre 300mila vittime - L'Isola di Sumatra era stata scossa il 26 dicembre 2004 da un sisma di magnitudo 9.1 e 9.3 che provocò uno tsunami sulle coste di una decina di Paesi del sudest asiatico, causando la morte di oltre 200 mila persone. Secondo l'Istituto Nazionale italiano di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), la faglia del terremoto di oggi è però diversa rispetto a quella che del 2004 e si trova a 50-100 chilometri più a est, in mare aperto.