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Aveva detto di essere l'autore della strage del 19 marzo nella scuola ebraica Ozar Hatorah, a Tolosa, costata la vita a un rabbino e a tre minorenni, e l'assassino di tre paracadutisti, come lui di origini maghrebine, in due attacchi risalenti all'11 e al 15 marzo scorsi. Mohamed Merah, francese di origini algerine, è morto al termine di un assedio delle teste di cuoio francesi durato 32 ore. Aveva 24 anni.

Si autodefiniva mujaheddin, cioè patriota, combattente per la sua religione, e qaedista. Nascosto dietro il ruolo di un carrozziere gentile e ben educato, il giovane era in realtà un jihadista che per anni ha beffato l'intelligence francese.

Infatti Mohamed Merah era schedato e seguito da tempo dai servizi dall'antiterrorismo. Di recente si era recato nella regione al confine tra Pakistan e Afghanistan, densa di campi jihadisti. E' lì che aveva avuto i primi contatti con l'ambiente terrorista e si era battuto al fianco dei talebani. Alcune fonti sostengono che l'uomo era evaso dalla prigione di Kandahar, in Afghanistan, dove scontava una condanna a 3 anni per aver piazzato delle bombe insieme a un gruppo di talebani nel 2008. Ma il governatore di Kandahar ha smentito: "Le forze di sicurezza a Kandahar non hanno mai arrestato un cittadino francese di nome Mohamed Merah", ha detto il portavoce Ahmad Jawed Faisal.

In Francia il suo nome era legato solo a piccoli reati, guida senza patente, furto, scippi. Precedenti penali che gli hanno valso, nel 2010, il rifiuto alla Legione Straniera. Da piccolo criminale Mohammed Merah si era convertito in prigione all'islamismo ultra radicale. Il suo solo rimpianto era stato non aver fatto più vittime, ha detto il procuratore della Repubblica, Francois Molins.

Mohamed Merah era nato il 10 ottobre del 1988 a Tolosa, la città del sud della Francia dove viveva in un appartamento a meno di 3 km dalla scuola ebraica dove avrebbe ucciso. Accerchiato dalle forze di polizia francesi, il 24enne, barricato in casa, aveva detto di voler vendicare i bambini palestinesi. Aveva riconosciuto i suoi crimini e sostenuto di aver sempre agito da solo. Ma l'auto di uno dei suoi fratelli, Adelkader, è stata trovata piena zeppa di esplosivo. Anche lui appartiene a movimenti salafiti e si trova in stato di fermo, con la madre e la compagna.