Nuova impennata di violenza in Medio Oriente con una serie di raid aerei israeliani, venerdì 9, seguiti a un lancio di colpi di mortaio da Gaza verso Israele. Una decina di palestinesi sarebbero morti, diversi i feriti.

Nel primo raid dell'aviazione militare è stato ammazzato il capo di una fazione armata palestinese. Obiettivo della aviazione israeliana era Zuheir Kaisi ('Abu Ibrahim') segretario generale dei Comitati di resistenza popolare (Crp), un gruppo armato che spesso agisce in sintonia con Hamas pur disponendo di una leadership separata. Gli stessi comitati sono responsabili del rapimento in Israele del soldato Gilad Shalit,  liberato lo scorso ottobre dopo cinque anni di prigionia a Gaza, in cambio della scarcerazione di migliaia di detenuti palestinesi.

Kaisi si trovava nel rione di Tel al-Hawa (Gaza) a bordo di una automobile con un suo compagno di armi, Ahmed Hananni, quando un velivolo israeliano ha sganciato un razzo che li ha centrati, uccidendoli. La deflagrazione ha provocato il ferimento in modo grave di una terza persona.

Un portavoce militare a Tel Aviv ha poi affermato che Kaisi aveva "progettato, finanziato e diretto" un cruento attentato lanciato dal Sinai egiziano in territorio israeliano nell'agosto scorso, e che stava concludendo i preparativi per un nuovo attentato terroristico. La sua eliminazione, secondo il portavoce, ha rappresentato appunto un tentativo in extremis di bloccare quell'attacco. Secondo il portavoce, Kaisi manteneva stretti rapporti con gli Hezbollah libanesi.

Da parte sua un portavoce dei Crp ha anticipato che la reazione di quella formazione sarà molto forte. Anche Hamas ha condannato il raid israeliano e ha chiesto all'Egitto di bloccare "le aggressioni israeliane". Poco dopo queste minacce altri razzi sono esplosi nel Neghev, senza provocare vittime né danni. E, dopo qualche tempo, un secondo raid israeliano ha invece fatto di nuovo centro a Gaza provocando vittime.

L'esercito israeliano ha precisato di non puntare ad una escalation del confronto, ma ha addossato ancora una volta a Hamas la responsabilità del graduale degradarsi della situazione. Nel frattempo le misure di sicurezza nei villaggi israeliani vicini alla linea di demarcazione con Gaza sono state rafforzate.