VAI ALLO SPECIALE SUGLI SCONTRI IN NORD AFRICA

LA MAPPA: Turisti fai da te? Occhio ai Paesi ad alta tensione

(nel video sopra l'intervista a Paolo Dieci, direttore dell'Associazione di cui fa parte Urru)

Una cooperante italiana, Rossella Urru, e due colleghi spagnoli sono stati rapiti in un campo profughi sahrawi a Tinduf, nel sud dell'Algeria. Lo hanno confermato la Farnesina e il ministero degli Esteri spagnolo, dopo che la notizia era stata data dal Ministero dell'Informazione della Repubblica Araba Sahrawi Democratica (Rasd). Il rapimento, secondo alcune fonti drlls sicurezza della Mauritania, sarebbe stato portato a termine dall'Aqmi, l'Al Qaida del Mali.

Un commando armato arrivato probabilmente dal Mali a bordo di un fuoristrada è penetrato nel campo per i profughi del Sahara occidentale di Rabuni e, dopo una sparatoria, con le guardie all'ingresso ha prelevato i tre cooperanti europei. Rossella Urru, un'esperta di cooperazione decentrata, operava da più di un anno nei campi rifugiati sahrawi per conto del Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli (Cisp). Gli spagnoli rapiti sono Ainhoa Fernandez de Rincon, membro dell'Associazione degli Amici del Popolo Sahrawi dell'Extremadura, e Enric Gonyalons, dell'organizzazione spagnola Mundobat.

Il governo della Repubblica Araba Sahrawi Democratica (Rasd) ha accusato non meglio specificati "terroristi". Nel sud dell'Algeria e in Mali e Mauritania è attiva Al Qaeda nel Maghreb islamico ma finora non aveva mai compiuto azioni contro i campi controllati dal Fronte Polisario, gruppo sahrawi che si batte per l'indipendenza del Sahara occidentale dal Marocco.

Otto mesi fa era stata sequestrata un'altra italiana Maria Sandra Mariani. "Sono nelle mani di Al Qaeda" ha detto in un messaggio diffuso da Al Arabiya.