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Circa 700 manifestanti del movimento 'Occupy Wall Street' (gli 'indignados' americani) sono stati arrestati nella serata di sabato 1 ottobre a New York per aver bloccato per alcune ore il ponte di Brooklyn. I disordini sono cominciati quando i manifestanti hanno iniziato a marciare lungo la carreggiata del ponte, abbandonando i marciapiedi laterali, bloccando così il traffico automobilistico. La polizia ha riferito di aver ammonito ripetutamente i manifestanti a rimanere sui marciapiedi, ma invano, ed è stata costretta ad intervenire. Molti manifestanti hanno invece affermato che di fatto la polizia ha teso loro una trappola, dopo averli scortati verso il ponte solo per poterli circondare e intrappolare con una rete di plastica arancione e procedere agli arresti. "I poliziotti sono rimasti a guardarci senza fare nulla, quasi guidandoci sulla carreggiata del ponte", ha affermato Jesse Myerson, un portavoce del movimento Occupy Wall Street. Poco dopo le 20 ora locale, il ponte è stato riaperto al traffico, sia automobilistico che pedonale, dopo essere stato chiuso per diverse ore.

Le proteste -
La marcia verso Brooklyn era stata annunciata dal movimento Occupy Wall Street, giunto ormai alla sua seconda settimana di protesta ininterrotta (LE FOTO) con un presidio nello Zuccotti Park, nel distretto finanziario di Manhattan. Al grido di "non ce ne staremo in silenzio e non ci faremo intimidire" il sito dei manifestanti, occupywallst.org, aveva chiamato i manifestanti a riunirsi il 1 ottobre per questa nuova iniziativa, a cui hanno aderito studenti, insegnanti, organizzazioni sindacali, veterani, disoccupati, famiglie, gente comune che si dice stanca dello strapotere della finanza. La settimana scorsa, il primo tentativo di marcia di protesta verso la Quinta strada era finito con la carica da parte della polizia e con decine di arresti.

Chi sono -
Si riuniscono ogni sera per l'Assemblea Generale e decidono le strategie del giorno. Una sorta di Costituente i cui Stati Generali sono composti da disoccupati, veterani, studenti, insegnanti. Li unisce un comune denominatore: sono fuori dai giochi di Wall Street. E la delusione contro Barack Obama accusato di aver tradito i suoi ideali. Proprio qualche ora prima il presidente Usa aveva ammesso: "La mia rielezione sarà dura per colpa della crisi economica". Il loro unico legame con la finanza è quello dei risparmi mandati in fumo con la crisi economica. Il popolo anti Wall Street si è ispirato alla Spagna, all' Egitto, alla Grecia, alla Tunisia e alla recente protesta delle tende a Tel Aviv. Il loro quartier generale è all'ombra dei grattacieli di Wall Street. Si sono installati a Zucconi Park, tra la Broadway e Liberty Street. Sono qui da due settimane e dormono all'aperto perché le tende sono proibite. Quando arriva la notte, si avvolgono in teli di plastica, rischiando il soffocamento, e aspettano la mattina per preparare la nuova protesta. La solidarietà dei cittadini non si è fatta attendere, i passanti offrono donazioni, e alcuni ristoranti hanno donato del cibo. C'è così una sorta di cucina sempre aperta dove tutti possono sedersi alla tavola comune. Un movimento nato a New York, davanti a Wall Street, ma che si sta espandendo a macchia d'olio anche nelle altre città degli Stati Uniti grazie ad una rete di comunicazione messa in piedi nella stessa piazza. Come ormai succede ovunque, le armi sono Facebook, Twitter, trasmettono persino aggiornamenti in tempo reale in streaming. Fanno circolare anche un loro quotidiano, 'The Occupied Wall Street Journal'. Il 6 ottobre il movimento si sposterà a Washington, simbolo della politica e delle lobby, in occasione del decimo anniversario della guerra in Afghanistan.