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Facebook, arriva la Timeline per raccontare la propria vita

di Nicola Bruno

Che sia una delle più belle funzionalità mai introdotte da Facebook, lo dicono in tanti: grafica spettacolare, interfaccia pulita, estrema personalizzazione e facilità d’uso. Che però a lanciarla sia stato il social-network delle mille e una polemica sulla privacy, fa venire più di un dubbio a chiunque.
La Timeline - tradotta con “Diario” in italiano - dal 29 settembre prenderà il posto dei vecchi profili personali. Un cambiamento a 360 gradi che, da una parte spingerà gli attuali 800 milioni di iscritti a condividere ancora più informazioni personali online, dall’altra già si presta a infinite proteste sull’utilizzo che Facebook farà di questi dati. Insomma, un copione già visto in occasione di tutte le altre novità introdotte dalla società di Mark Zuckerberg (a cui poi ci siamo abituati tutti senza troppa fatica).

CARATTERISTICHE - L’idea che sta alla base della Timeline è quella degli “scrapbook”, gli album in cui si conservano fotografie, ritagli di giornali e altri ricordi personali. Dagli annuari dei college (da questi Facebook ha preso il nuovo nome), si passa ora all’album di famiglia digitale. Il social network di Mark Zuckerberg ci aiuta a compilarlo grazie al suo potente algoritmo che classifica gli eventi più importanti pubblicati nel passato. Per ogni anno è disponibile la lista dei nuovi amici aggiunti, le fotografie più commentate, i luoghi che abbiamo visitato, i post più popolari. Tutto viene fatto in maniera automatica, provocando un piacevole effetto sorpresa la prima volta che si visualizza la propria Timeline.
Allo stesso tempo, comunque, il nuovo profilo è anche personalizzabile. Ciascun elemento può essere facilmente rimosso, oppure si può dare maggiore visibilità segnalandolo come importante. Per ogni anno e mese, poi, si possono introdurre nuove risorse. Dalla foto di nascita, a quella della laurea, passando per la prima relazione sentimentale, chiunque è invitato a “recuperare il proprio passato”, come ha detto Mark Zuckerberg durante la presentazione della scorsa settimana. Anche in questo Facebook è pronto ad aiutarci: sulla barra di navigazione della Timeline ci sono infatti una serie di pulsanti (divisi secondo le categorie: lavoro, relazioni, salute, etc) che ci invitano a condividere le pietre miliari della nostra carriera lavorativa, la data di fidanzamento/matrimonio, le persone con cui abbiamo vissuto, e finanche la “frattura di un osso”.

EFFETTO SHOCK - I primi utenti che hanno testato la Timeline (per chi non volesse aspettare il 29 settembre, qui ci sono tutte le indicazioni per attivarla) non hanno potuto fare a meno di notare l’effetto-sorpresa provocato. Come ha scritto Pete Cashmore, fondatore della nota webzine Mashable: “Resterete sotto shock. Improvvisamente la vostra vita si dispiegherà davanti a voi, con tutti gli alti e i bassi. (...) Come per altre tecnologie innovative - il PC, lo smartphone, l’iPad - vi chiederete perché fino ad ora non c’è stato niente di simile nella vostra vita”. Altri commentatori hanno notato come la Timeline sia “la cosa più vicina all’identità digitale” che in molti hanno provato a lanciare senza molto successo. Anzi di più: “E’ un’identità contestualizzata, qualcosa che non potrai mai ottenere da un passaporto, una carta di identità e neppure dalla mappatura del DNA”. Insomma, il principale merito della Timeline è quello di aggiungere la dimensione del tempo, in tutta la sua profondità, ai nostri profili personali, come spiega Liz Gannes di All Things Digital: “Fino ad ora Facebook si concentrava solo su quello che era accaduto nell’intervallo che andava tra gli ultimi minuti (aggiornamenti di status) e gli ultimi sette giorni (ad esempio, le foto condivise dopo le vacanze). Ignorava del tutto il nostro passato”. Ora invece tutta la nostra vita può essere navigata in un’unica pagina, dalla data di nascita fino all’ultimo Like.

LA LEGGE DI ZUCKERBERG - Appena si prova a guardare la Timeline dalla prospettiva di Facebook, si fa presto a capire perché Mark Zuckerberg sia tanto entusiasta della novità. Il nuovo profilo invoglia infatti gli utenti a condividere informazioni precedenti addirittura alla nascita del social-network. Una miniera di informazioni personali da rivendere a peso d’oro agli inserzionisti, soprattutto per quella tipologia di utenti più avanti con l’età (i nativi digitali hanno già condiviso gran parte della loro vita online). Come sottolinea Farhad Manjoo su Slate.com, “l’orribile piano di Facebook di farci condividere qualsiasi cosa online” ha un solo scopo: “più persone condividono risorse su Facebook, più motivi avranno per tornare su Facebook e più Facebook diventerà centrale nelle nostre vite”. E’ quanto afferma la “legge di Zuckerberg”, d’altronde: di anno in anno le informazioni condivise sul social network raddoppiano. E così sarà anche nel 2011, grazie alla Timeline e alle nuove applicazioni sociali. Per quanto sia facile prevedere il fiume di polemiche che le nuove funzionalità scateneranno (molti minacceranno di andarsene, una minoranza lo farà per davvero), ancora una volta tutto si spegnerà nel giro di poco tempo. Anche perché agli utenti rimane sempre un’altra opzione: stare su Facebook, condividendolo solo quello che gli pare (e non tutta “la storia della nostra vita”, come vorrebbe Mark Zuckerberg).