di Nicola Bruno

Un'interfaccia visiva per i profili personali e una piattaforma per le applicazioni esterne completamente nuove. Il tutto, ovviamente, all'insegna del "condividete di più, condividete meglio".
Mark Zuckerberg non ha tradito le attese di chi alla vigilia di F8, la conferenza annuale degli sviluppatori di Facebook, parlava del lancio di una delle maggiori novità dal 2006, quando il social-network presentò per la prima volta il "muro" su cui ogni giorno i membri si ritrovano a leggere o cliccare su 'Like'. Dopo le modifiche dei giorni scorsi (tra cui il ticker che mostra le attività dei propri amici in tempo reale), è stata la volta della Timeline e delle nuove funzionalità sociali per le applicazioni terze. Nel dare l'annuncio delle novità, il Ceo di Facebook ha anche sottolineato il superamento di un altro record per la sua creatura: oltre 500 milioni di utenti accedono ogni giorno al social-network, quasi due terzi, quindi, degli attuali 750 milioni di membri.

TIMELINE - "Ora potete dire tutta la storia della vostra vita su una sola pagina" ha dichiarato Mark Zuckerberg nel presentare Timeline, il piatto forte della giornata. Si tratta di un'interfaccia del tutto nuova per i profili personali degli utenti che permetterà di impaginare tutte le risorse condivise su Facebook secondo una linea temporale. Sarà, cioè, possibile scorrere anno per anno le foto e i video condivisi online, oltre alle attività svolte sulle applicazioni terze. Lo scopo è costruire nel tempo una sorta di "diario digitale" della propria vita, che metta in evidenza, ad esempio, i film visti, i libri letti, i brani musicali ascoltati di più, i piatti più cucinati o tutti i viaggi fatti. Ovviamente sarà possibile decidere quali elementi visualizzare e quali invece nascondere. "Vogliamo rendere la timeline un posto di cui sei orgoglioso. Qualcosa come la tua casa", ha spiegato Mark Zuckerberg, ricordando che la nuova funzionalità sarà disponibile solo nelle prossime settimane.

Ecco la nuova Timeline
APPLICAZIONI SOCIAL
- Ma la novità più attesa della giornata era senza dubbio quello delle nuove applicazioni sociali per Facebook. Zuckerberg ha presentato la nuova piattaforma "Open Graph" che offre ai servizi terzi una maggiore integrazione con il social network. Tra le prime a partire ci saranno quelli del settore media (musica, tv, cinema, informazione), ma sul lungo termine arriveranno anche i social games e le lifestyle apps (quelle che riguardano ad esempio gli hobby personali). Sul palco di F8 è salito il CEO di Spotify, il noto servizio di ascolto di musica online dietro pagamento di un abbonamento, per spiegare che gli utenti ora potranno condividere i brani che stanno ascoltando in tempo reale con i propri amici. Inoltre Spotify metterà a disposizione dei propri iscritti una pagina su Facebook con le canzoni più ascoltate e più trendy. Zuckerberg ha spiegato di aver già stretto accordi con decine di servizi "media" (tra cui anche Netflix),  le cui applicazioni sono già da ora disponibili online.

CONDIVISIONE AUTOMATICA
- A più riprese Mark Zuckerberg ha sottolineato che le nuove applicazioni intendono dare meno seccature possibile agli utenti. E così, quando si decide di utilizzare un'applicazione come Spotify o Netflix per Facebook, all'inizio bisognerà dare il proprio consenso su cosa condividere e cosa no, e poi non bisognerà più preoccuparsi di aggiornare il proprio status: la nostra Timeline di Facebook si aggiornerà in maniera automatica ogni qual volta ascolteremo un nuovo brano o guarderemo un nuovo film. Tutto questo, secondo Mark Zuckerberg, dovrebbe aumentare le occasioni di "serendipity", ovvero di scoperta di canzoni, film, libri che normalmente non avremmo mai trovato.
Ad ogni modo, durante la presentazione, molti utenti su Twitter si dicevano preoccupati da questa nuova spinta di Facebook verso la condivisione di qualsiasi aspetto della nostra vita. In ballo c'è ancora una volta la privacy di milioni di utenti che, seppur preoccupati per la propria riservatezza, condividono sempre più risorse online. E proprio così, tra l'altro, vuole la "legge di Zuckerberg", secondo cui ogni anno noi condividiamo il doppio di quanto non condividevamo l'anno precedente.