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Il Congresso del Partito comunista cubano ha approvato le riforme economiche proposte dal presidente Raul Castro con l'obiettivo di "rinnovare" l'economia socialista del paese. I mille delegati hanno votato all'unanimità per il pacchetto che intende aumentare la produttività di Cuba e rilanciare l'economia con l'apertura agli investimeni esteri.

Si prevede quindi una accelerazione nell'apertura all'iniziativa privata già avviata negli ultimi anni nello stato comunista: finora 130mila contadini hanno ricevuto appezzamenti di terra e sono state concesse 171mila licenze per l'apertura di piccole imprese.

Il governo cubano prevede che per il 2015 1,8 milioni di cubani - su un totole di 5 milioni di forza lavoro - saranno impegnati nel settore privato. Intanto, Fidel Castro, 84enne ex lider maximo dell'isola che ha ceduto il potere al fratello nel 2006 a seguito di una grave malattia, ha confermato che non intende avere più nessun ruolo politico, e non sarà più membro del Comitato centrale del Pcc. "Raul sa già che io non accetterò nessuna opposizione all'interno del partito", si legge sul sito cubadebate.cu.