La protesta nel Nord Mediterraneo: guarda lo speciale

La polizia del Bahrein ha realizzato nella notte tra mercoledì 16 e giovedì 17 febbraio un raid in un campo di manifestanti nella piazza centrale di Manama, uccidendo almeno tre persone, nel tentativo di sedare le proteste a favore della democrazia ispirate agli analoghi eventi nel resto del Medio Oriente.
"Ci stanno uccidendo", ha spiegato un uomo all'agenzia di stampa Reuters mentre la polizia raggiungeva piazza Pearl a Manama mettendo in fuga circa 2.000 persone tra cui donne e bambini che sono rimasti in piazza per tre giorni sperando di emulare le proteste di piazza Tahrir al Cairo.

Un parlamentare sciita dell'opposizione ha detto che mancano all'appello 60 persone dopo il blitz della polizia. Ibrahim Mattar ha detto anche che il principale schieramento sciita lascerà il Parlamento.
"Tutti i membri stanno per dare le dimissioni. La decisione è stata presa", ha spiegato.

Intanto l'esercito del Paese predisporrà tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza e sta ordinando alla gente di stare alla larga della zone centrali della capitale del Regno, secondo quanto riferito da un portavoce del Ministero dell'Interno. "Le forze di sicurezza hanno sottolineato che prenderanno tutte le misure deterrenti necessarie a mantenere la sicurezza e l'ordine generale", ha detto il portavoce alla tv del Bahrein.
Sulla scia dei risultati ottenuti dai manifestanti in Tunisia e in Egitto, la famiglia reale del Bahrein, da tempo a conoscenza del malcontento che serpeggia tra la gente, sembra aver deciso di stroncare sul nascere quest'ultima sfida. Decine di persone sono finite in carcere, secondo quanto riferito dai leader dell'opposizione.