di Raffaele Mastrolonardo

Un “G8 del Web” a cui partecipino i grandi del pianeta ma anche i maggiori esperti di economia digitale. A volerlo è Nicolas Sarkozy che ha intenzione di inserirlo tra gli appuntamenti del prossimo meeting tra i Paesi più ricchi del mondo che a maggio sarà ospitato proprio dalla Francia. Terrorismo, pedofilia e diritto all'oblio alcuni degli argomenti che il presidente francese vuole inserire nella discussione.

La conferma della volontà dell'inquilino dell'Eliseo di portare i temi della governance della rete nella sede del G8 è arrivata il 19 gennaio scorso durante un incontro con i rappresentanti del mondo della cultura francese. In quell'occasione Sarkozy ha introdotto il concetto di “Internet civilizzata” e ha ribadito la sua intenzione di riunire alla vigilia del summit di Deauville “i grandi protagonisti dell'economia virtuale di ciascun Paese”. Sarkozy ha inoltre auspicato l'organizzazione di un meeting sul diritto d'autore prima della riunione del G20 di Cannes del prossimo novembre.

Non è la prima volta che il presidente transalpino parla di un G8 del Web. Dopo le prime indiscrezioni di dicembre, c'è stata la conferma a inizio gennaio in occasione di un vertice con Obama. “Non si tratta di imbrigliare la libertà della rete e le condizioni del suo sviluppo”, disse allora Sarkozy. “Al contrario si tratta di capire come si può regolare la città virtuale senza negare che Internet è un'opportunità”.

Nonostante le parole rassicuranti, molti utenti hanno accolto la notizia dei due appuntamenti e dell'obiettivo di “civilizzare” Internet con un po' di preoccupazione. Si parla di “regolazione” e non di “blocco” -  ha fatto notare il blog IPtegrity, specializzato sui temi della governance di Internet - “ma i due esempi messi in agenda per la discussione – terrorismo e pedofilia – provocheranno automaticamente dibattiti sulle possibilità di blocchi”. E, in effetti, tra i commenti alla notizia prevalgono le reazioni negative: “Se il G8 si riunisce per parlare di Web, la sorveglianza e il filtro generalizzato non tarderanno”, ha scritto un lettore dell'edizione francese della rivista online Zdnet. Secondo un altro invece, “i pedofili sono un argomento utilizzato per far passare leggi liberticide”. Un terzo, infine, si dice preoccupato che simili iniziative possano innescare “grosse derive che rischiano di avere eco favorevoli presso i dirigenti di altri Paesi”.

A rendere diffidente l'opinione pubblica francese su questi argomenti c'è sicuramente la controversa legge Hadopi (dal nome dell'autorità amministrativa creata per l'occasione). Fortemente voluta da Sarkozy, la norma prevede una serie di avvertimenti agli utenti accusati di scaricare materiali illegali online e può comportare per i recidivi la disconnessione forzata dalla rete. Dopo un iter travagliato, che ha visto anche l'intervento del Consiglio costituzionale per imporre delle modifiche, la legge è infine entrata in vigore. Ma i suoi effetti sono ancora tutti da verificare. Recentemente, il ministro della cultura Frédéric Mitterand ha affermato che ci vorranno “ancora sei mesi” prima di poter apprezzare la ricaduta economica della legge. Un po' ottimista, hanno fatto notare alcuni. La stessa autorità Hadopi ha affermato infatti che l'efficacia del meccanismo messo a punto potrà essere valutata non prima di 18 mesi (guarda caso, ha sottolineato qualche maligno, proprio quando scadrà il mandato di Sarkozy...).