L'enciclopedia collaborativa esiste dal 2001. Un successo che ha superato critiche e problemi e che ora viene celebrato con una serie di avvenimenti e party in tutto il mondo
Ha già un po' di anni, ma se li porta bene. Wikipedia compie la sua prima decade il prossimo 15 gennaio, ed è pronta a festeggiarla con una serie di eventi sparsi in sei continenti. Da Houston a San Paolo, da Poznan a Kyoto, da Teheran a Berlino, la comunità wikipediana scalda i muscoli per celebrare se stessa ma soprattutto uno dei più grandi successi della Rete: l'enciclopedia collaborativa. E quindi mentre partono per le più disparate località i pacchi contenenti gadget celebrativi (magliette, spille e adesivi), online il sito chiama a raccolta i propri utenti, invitandoli a condividere storie e racconti di questi anni di cooperazione su scala planetaria e a organizzare party in tutto il mondo.
In pochi anni Wikipedia è esplosa: oggi è pubblicata in 270 lingue, e la versione inglese conta più di 3 milioni e mezzo di articoli. E' tra i dieci siti più visitati al mondo, le sue voci appaiono quasi sempre ai primi posti nei motori di ricerca internet, ma soprattutto è diventata sinonimo di una conoscenza aperta, libera, condivisa e gratuita. Non solo: anche priva di pubblicità . Una scelta voluta fortemente dallo stesso Wales che per la sopravvivenza del sito preferisce appellarsi alle più faticose donazioni degli utenti.
Scontri sui temi scottanti - Altro elemento controverso, sebbene caratterizzante, dell'enciclopedia collaborativa sono le guerre editoriali scoppiate sulle voci più scottanti, come quella su George W. Bush. Ma non sono mancati scontri virtuali su temi e voci minori, frutto di utenti che si sono fatti prendere la mano, e che la stessa enciclopedia, con autoironia, ha raccolto in una voce intitolata “Le guerre editoriali più stupideâ€. Il sito Information is Beautiful ha visualizzato in modo accattivante questi scontri di bassa lega: si va da come definire il "proprietario" di un gatto alla nazionalità degli avi di Freddy Mercury, fino a questioni di ortografia. Anche online evidentemente non mancano i perfezionisti.