Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha ottenuto il suo quarto mandato dopo elezioni in cui ha raccolto una valanga di consensi, segnate da violente repressioni da parte della polizia delle manifestazioni di protesta, con l'arresto dei leader dell'opposizione. Gli osservatori internazionali dell'Osce hanno criticato le elezioni, considerate truccate, e la violenza della repressione. "Queste elezioni non sono riuscite a dare alla Bierlorussia quel nuovo inizio di cui ha bisogno", ha detto Tony Lloyd, a capo della missione di osservatori dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa. Lloyd ha detto di aspettarsi "che il governo ora risponda degli arresti di candidati presidenziali, giornalisti e attivisti per i diritti umani".

La commissione elettorale ha annunciato che Lukashenko ha ottenuto il 79,7% dei consensi, con il 100% dei voti scrutinati, aggiungendo che l'afflusso alle urne con temperature sottozero è stato di oltre il 90%. L'opposizione ha affermato che Lukashenko ha falsificato i risultati. Secondo altri osservatori internazionali, invece, il voto è stato legittimo: "La missione non ha riscontrato alcun fatto che crei dubbi sulla legittimità delle elezioni", ha detto ai giornalisti il capo della missione Cis, il russo Sergei Lebedev. Ieri, domenica, circa 10.000 persone hanno sfilato nelle strade della capitale Minsk coperte di neve gridando "Fuori!", "Lunga vita alla Bielorussia!" e altri slogan contro Lukashenko in una delle più significative sfide al regime autoritario che dura da 16 anni.

La polizia in assetto antisommossa ha caricato, manganellando i manifestanti in piazza Indipendenza, come ha riferito un giornalista Reuters che era sul posto. Alcuni dimostranti hanno lanciato pietre e palle di neve contro la polizia. Diverse persone sono rimaste ferite a terra, compresa una donna anziana che era stata colpita alla testa. Altre sono state invece caricate sulle auto della polizia. E oggi sono almeno quattro su nove i candidati dell'opposizione a Lukashenko che risultano arrestati dalla polizia, dicono consiglieri politici e parenti.

Vladimir Neklyayev, 64 anni, è stato picchiato dalla polizia che ha sparato in aria per disperdere un corteo di suoi sostenitori che cercavano di raggiungere il raduno principale, ha riferito un testimone. Sua moglie ha detto che è stato prelevato dalla polizia dal suo letto in ospedale, dove era stato ricoverato per ferite alla testa. Il ministero dell'Interno ha accusato i sostenitori di Neklyayev di aver provocato i disordini. Gli altri candidati arrestati sono Andrei Sannikov, 56 anni, capo del gruppo Charter 97; Grigory Kost, leader di un partito nazionalista, e Nikolai Statkevich, 54 anni, un colonnello in pensione alla guida di un partito socialdemocratico. Pavel Rodionov, che fa parte dell'ufficio della procura di Stato, ha detto alla tv bielorussa che alcuni degli arrestati saranno incriminati con l'accusa di aver organizzato una rivolta, reato punibile con una pena massima di 15 anni di carcere.

Secondo un sito web che si occupa dei diritti umani sarebbero 221 le persone arrestate ieri durante le proteste. L'Unione Europea ha seguito con attenzione il voto, valutando che relazioni avere con il paese di 10 milioni di abitanti ai suoi confini orientali, mentre sono sorte tensioni tra Lukashenko e la sua principale benefattrice, la Russia. "Siamo molto preoccupati per gli episodi di repressione e violenza subiti dai manifestanti e dagli esponenti dell'opposizione a seguito delle elezioni presidenziali in Bielorussia. Gli arresti sono inaccettabili", ha detto in una nota il ministro degli Esteri Franco Frattini, riguardo a quanto accaduto in Bielorussia. "Esprimerò personalmente queste nostre preoccupazioni al Ministro Martynov durante il previsto incontro di dopodomani a Roma".