Pakistan, una tragedia raccontata (solo) dalla rete
Le immagini sulle alluvioni non hanno trovato grandi spazi nei media occidentali, ma il web si è impegnato a mantenere alta l'attenzione. Tra blogger e social network, ecco le migliori fonti su cui trovare testimonianze in video, immagini e racconti
Le piogge monsoniche che si sono abbattute sul Pakistan fra luglio ed agosto, secondo i dati ufficiali, hanno coinvolto oltre 17,6 milioni di persone. Migliaia sono i dispersi, milioni gli sfollati, tantissime le abitazioni distrutte ed è ancora forte il timore che si possano diffondere epidemie non controllate. Eppure l'eco della tragedia è arrivata flebile sui media occidentali: informazioni brevi e rarefatte; la tragedia, se non dimenticata, è comunque passata in secondo piano. Ma non così ha fatto la rete. A mantenere alta l'attenzione è stato un rapido tam-tam che attraverso i siti delle organizzazioni umanitarie, dei blogger e dei circuiti di informazione alternativa si è occupato di diffondere testimonianze in video, immagini e racconti.
Da questo punto di vista Twitter resta la fonte migliore: basta utilizzare gli hashtag (parole-chiave) #pkflood #pkrelief per restare aggiornati. A sostenere la mobilitazione attraverso i social network ci pensano anche alcune associazioni. E’ il caso della Pakistan Youth Alliance, che ha creato gruppi sui social network e mailing list per la raccolta fondi, spostando on line il cuore di una mobilitazione che almeno in Italia, ha stentato ad attivarsi.