di Carola Frediani

Sono tornate a mordere le strade dopo il “tagliando”, ma non hanno trovato un’accoglienza calorosa. Le auto di Street View, il servizio di Google Maps che permette di esplorare le città attraverso foto panoramiche, sono infatti di nuovo in pista, a immortalare case e monumenti dopo le accuse di violazione della privacy e la conseguente pausa di riflessione. Che però evidentemente non è bastata a placare le polemiche.
Il ritorno delle speciali vetture che catturano foto e immagini in 3D non è andato giù ai francesi: la Commissione nazionale dell’informatica e delle libertà (CNIL), equivalente al nostro Garante per la privacy, ha ritenuto “prematura” la ripresa dell’attività delle Google car, non avendo ancora completato l’istruttoria che le riguarda.

In Spagna la situazione non è più tranquilla: a ottobre i rappresentanti del motore di ricerca dovranno comparire davanti a un giudice di Madrid a seguito di una denuncia per prelievo illegale di informazioni presentata da un’associazione di utenti internet, Apedanica.
L’osso più duro per Mountain View resta però la Germania. Dopo che il 10 agosto Google aveva annunciato di voler fotografare una ventina di città tedesche, la pressione dei cittadini intimoriti e del governo aveva portato alla modifica delle procedure di Street View : per la prima volta non solo il servizio oscurerà in modo automatico targhe e volti, ma permetterà agli abitanti di chiedere preventivamente l’esclusione della propria casa tramite un modulo online. Tuttavia, anche questo compromesso non è bastato. Tanto che Google ha dovuto allungare il termine entro il quale chiedere la rimozione da Street View, spostandolo dal 21 settembre al 15 ottobre.

E in Italia? Finora non si sono udite forti polemiche o prese di posizione. Eppure le Google car sono tornate nel nostro Paese con tanto di comunicato ufficiale a partire dal 5 agosto. Sul sito del servizio è anche possibile controllare in quali aree stanno circolando le vetture  – nel momento in cui scriviamo sono 12 le Regioni interessate, dal Veneto alla Sicilia.
Tra le poche voci critiche, quella del Centro tutela consumatori utenti (Ctcu ) che ha appena chiesto al Parlamento e al Governo di introdurre norme chiare per attività come Street View. L’associazione vorrebbe che fosse sancito per legge il diritto a comunicare la propria opposizione alla pubblicazione delle riprese. “Ad oggi – ha dichiarato un esponente di Ctcu - Google accetta tali contestazioni, ma a mero titolo di favore”. È anche vero che lo scorso maggio il nostro Garante per la privacy ha aperto un’istruttoria sulla raccolta dati effettuata da Street View. L’esito non è stato ancora comunicato.
Lo “scandalo” Street View era scoppiato lo scorso 14 maggio, dopo che Google aveva ammesso di aver raccolto per errore, tramite le sue vetture, non solo le fotografie delle case ma anche i dati delle reti Wi-Fi non protette: informazioni che potevano includere password di email e frammenti di comunicazione personale.  L’azienda californiana ha quindi aggiornato tutto il parco macchine, rimuovendo le attrezzature incriminate.