di David Saltuari

Google Street View, il servizio che integra le mappe del celebre motore di ricerca con la visualizzazione da strada, sta per arrivare anche in Germania. La società di Mountain View ha infatti intenzione di mettere online le venti città tedesche più popolose e continuare l'anno prossimo con altri centri minori. Ma in Germania, paese in cui il rispetto della privacy è un diritto riconosciuto costituzionalmente, la notizia non è stata accolta con  particolare entusiasmo. Anzi. Le proteste sono salite a tal punto da coinvolgere (e dividere) lo stesso governo federale e sono in molti a chiedere una legge speciale che tuteli i cittadini tedeschi dall'occhio, considerato indiscreto, del motore di ricerca.

Il clima in Germania ha iniziato a surriscaldarsi il 10 agosto, quando Google Germania ha annunciato il suo piano per andare online entro il novembre di quest'anno. Per venire incontro ai timori degli utenti il motore di ricerca, d'accordo con il governo, ha spiegato che volti e targhe saranno oscurati in automatico e chiunque non voglia vedere la propria casa online potrà chiederlo preventivamente via mail entro il 21 settembre. Passato quel termine sarà comunque possibile chiedere la cancellazione dell'immagine della propria abitazione o di se stessi da Google. Una serie di accortezze che molti hanno però giudicato insufficienti.

Johannes Caspar, garante della privacy della Città-Land Amburgo (dove ha sede Google Germania) sostiene che il motore di ricerca stia andando troppo velocemente e il tempo a disposizione degli utenti per segnalare la propria esclusione sia troppo poco. Sulla stessa lunghezza d'onda sempre essere il Ministro per la Tutela dei Consumatori Ilse Aigner, che in un vertice con l'azienda di Mountain View ha chiesto più tempo e più trasparenza nella gestione delle immagini.

Ma Caspar e la Aigner sono quasi moderati, rispetto a molti garanti per la privacy locali che sottolineano  come già il dover chiedere di oscurare la propria casa sia in principio una violazione della riservatezza. Solo lo scorso luglio diversi ministri dell'interno dei vari Länder hanno chiesto una legislazione più severa contro i dati gestiti in rete e da Google. Un'opzione però declinata da Thomas de Maizière, ministro dell'Interno federale, moderatamente sospettoso nei confronti del motore di ricerca ma timoroso di danneggiare le altre piccole aziende che operano in rete.

Fino ad oggi sono comunque oltre 10mila i cittadini tedeschi che hanno chiesto di non andare online, ma per settembre questo numero è destinato a crescere.  Il rispetto della privacy è in Germania è sacro (una storica sentenza della corte costituzionale stabilì nel 1983 che il diritto alla riservatezza aveva la stessa dignità del diritto alla libertà individuale e del diritto alla vita). Benchè molti giornali spieghino come in realtà Street View non violi dati o informazioni personali, la reazione dei tedeschi all'ipotesi di vedere il proprio portone di casa online ha raggiunto tratti di panico collettivo. Secondo la Frankfurter Allgemeine Zeitung a un certo punto si sarebbe sparsa la voce, assolutamente infondata, che Google avesse intenzione di usare droni per fotografare anche dall'alto le abitazioni di tutti i tedeschi.

Bildblog, un sito di controinformazione tedesco, si è divertito a pubblicare le opinioni dei cittadini (riprese da altri giornali) sul servizio di Google per dimostrare quando poco in realtà sia conosciuto e quanti pregiudizi esistano a riguardo. Molti degli intervistati sembrano infatti convinti che Street View sia una specie di webcam perennemente accesa su casa loro.

Intanto però molti politici si inseriscono nel solco delle proteste e si fanno aggiungere a quei 10mila cittadini che rifiutano di vedere la propria casa online. Tra i nomi maggiori degli autoesclusi c'è il ministro degli Esteri, e leader del Partito Liberale, Guido Westerwelle. Angela Merkel preferisce mantenere una posizione più defilata e ha annunciato che non si opporrà. "La sua abitazione è già stata mostrata talmente tante volte in televisione che non avrebbe senso" ha fatto sapere il suo portavoce Steffen Seibert.

A Google sono comunque convinti che dopo i primi dubbi i tedeschi si convertiranno a Street View. Per il motore di ricerca significherà aumentare del 20 per cento gli accessi a Maps. La Bild segnala inoltre che, anche se forse non apprezzano venire ripresi, i concittadini della Merkel amano usare il servizio del motore di ricerca per vedere le strade degli altri stati: il maggior numero di accessi al servizio internazionale, infatti, viene proprio dalla Germania.