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Resta alta l’allerta in Russia per gli incendi che stanno devastando la parte centro-occidentale del paese. Un militare russo e' morto nella lotta contro le fiamme attorno al centro nucleare di Sarov, 500 km ad est di Mosca. A renderlo noto un portavoce del ministero della Difesa, che ha spiegato all'agenzia di stampa Interfax: "Un albero in fiamme gli e' caduto addosso e il soldato e' morto per il trauma cranico mentre veniva
trasportato in ospedale".

Sarov ospita un importante centro di ricerche nucleari in cui vengono fabbricate le armi atomiche. La Russia ha schierato centinaia di vigili del fuoco e soldati nell'area per domare le fiamme. Tutto il materiale fissile ed esplosivo, assicurano le autorità, e' stato portato via dal sito il 4 agosto. Spento invece un incendio che avanzava vicino al centro di ricerca nucleare militare della città di Snezhinsk, sugli Urali, 1.500 km a est di Mosca. Il rogo si era propagato il 6 agosto su un'area di 10 ettari.

Intanto Greenpeace lancia l’allarme per il rischio che gli incendi che stanno dilagando nel Paese possano diffondere materiale  radioattivo. Secondo l'esperto nucleare di Greenpeace Christoph von Lieven particolarmente a rischio l’impianto di trattamento e stoccaggio di rifiuti nucleari Mayak, nella località di Ozersk, a  circa 1.500 km a est di Mosca, con le fiamme arrivate a 80 chilometri di distanza.