Continua l'emergenza incendi nella Russia centro occidentale. I roghi, che da due settimane devastano villaggi, foreste e torbiere, sono divampati in seguito a un'eccezionale ondata di calore e minacciano ora siti nucleari e depositi di minuzioni. L'allertà è altissima in particolare per il sito di Sarov, 500 chilometri a est della Capitale.

Finora sono una cinquantina i morti e 200mila gli ettari andati in fumo. Enormi inoltre i danni ai raccolti provocati dagli incendi. Putin ha annunciato perciò un divieto temporaneo dell'export di grano, decisione che però potrebbe essere rivista sulla base dell'andamento del raccolto. Il premier si è inoltre impegnato a fornire aiuti per 10 miliardi di rubli (335 milioni di dollari) e prestiti per 25 miliardi di rubli al settore agricolo.