di Nicola Bruno

79 fronti caldi. Tra gli incubi di Google non c’è solo la Cina o gli altri paesi autoritari che bloccano l’accesso a YouTube e Gmail. Ma anche le aule dei tribunali occidentali, dove vanno sempre più crescendo le azioni contro il colosso di Mountain View. Accusato ora di violazione della privacy, ora di concorrenza sleale o di mancato rispetto delle leggi sul copyright.

Dall’Europa al Sudamerica, passando per i paesi arabi e quelli africani, ogni giorno si rincorrono le notizie che vedono il motore di ricerca sul banco degli imputati. Per visualizzare in un colpo d’occhio tutti i fronti caldi che vedono BigG coinvolta, una società di consulenza statunitense ha ora realizzato una mappa interattiva che raccoglie tutte le segnalazioni comparse sulla stampa negli ultimi 12 mesi. Le bandiere blu indicano i processi in corso, mentre quelle rosse il blocco dei servizi disposti dalle autorità. Una sorta di Risiko tecnologico all’insegna del “Google contro il resto del mondo”. Dove si può scoprire che anche nella libertaria Svezia, la società di Sergey Brin e Larry Page deve fare i conti con la giustizia: un cittadino ha infatti denunciato Google per diffamazione, a causa dei contenuti lesivi della reputazione diffusi attraverso il motore di ricerca.

La zona del globo più calda è senza dubbio l’Europa, almeno dal punto di vista giudiziario. Quattro segnalazioni in Francia (tra cui quella degli editori contro Book Search), altrettante in Spagna, in Germania e in Italia, dove Google è finito sul banco degli imputati per il processo ViviDown (tre dirigenti sono stati condannati in primo grado). L’altra patata bollente sono poi le azioni giudiziarie scattate in seguito alla raccolta di informazioni riservate attraverso Street View.

Anche in patria, Google deve fare i conti con decine di azioni penali: da quella (recentemente vinta) intentata da Viacom alla class action per la privacy violata da Buzz, fino ad arrivare alle denunce più strane. Come quella della donna che, dopo aver subito uno stupro, ha portato Google in tribunale per il percorso consigliatole dal servizio Maps.