Facebook sta rafforzando le protezioni della privacy, reagendo così a quella che è una pressione sempre più forte nel richiedere maggior sicurezza sui dati personali scambiati tra circa 500 milioni di membri. Il tema è diventato di primo piano negli ultimi mesi, tra preoccupazioni per il fatto che Facebook consente a stalker di Internet, criminali informatici e anche a vicini fastidiosi di ottenere una serie di informazioni sugli utenti senza che loro lo sappiano a causa di un sistema confuso per l'adozione delle misure di salvaguardia della privacy. Forse spaventati dalla minaccia del Quit Facebook Day, l'iniziativa prevista per il 31 maggio per la cancellazione di massa, sta di fatto che qualcosa negli ultimi giorni si è mosso.
E così l'amministratore delegato di Facebook Mark Zuckerberg si è affrettato a dire che la sua società sfornerà cambiamenti nelle prossime settimane che daranno agli utenti strumenti più potenti per evitare che le informazioni personali siano accessibili ad altri.

Ad esempio, Facebook consentirà agli utenti di impedire a parti terze di accedere alle loro informazioni senza il loro permesso esplicito. Renderà anche disponibili meno informazioni nella directory dell'utente riducendo il numero di installazioni necessari per rendere private tutte le informazioni da 50 a meno di 15. Ma non solo. Zuckerberg ha detto anche che le funzioni di Facebook di default continueranno a rendere relativamente facile agli utenti ottenere informazioni reciproche visto che la società si muove sulla sottile linea che separa i diritti alla protezione della privacy dal promuovere il social networking.

"Gli utenti utilizzano il servizio perché a loro piace scambiarsi informazioni", ha detto Zuckerberg in una presentazione webcast. Facebook sta sempre più sfidando soggetti più consolidati di Internet come Yahoo e Google in termini di tempo passato online dagli utenti e dollari dalle inserzioni. Mentre Facebook renderà più semplice per gli utenti rafforzare la salvaguardia della loro privacy, dovranno scegliere di uscire dalle funzioni standard che rendono invece pubblici la maggior parte dei loro dati.

L'analista di Gartner Ray Valdes ritiene che queste mosse dovrebbero tranquillizzare gli utenti di Facebook che hanno protestato perché preoccupati per le questioni di privacy. Che secondo le sue stime sono l'1% della base di utenti del sito. “Ma ci sono altre voci che proseguiranno, governi, settore pubblico e difensori della privacy. La questioni fondamentale non svaniranno. E nel tempo riappariranno. Ancora e di nuovo", ha detto.