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A Lashkar Gah, l'ospedale di Emergency resta senza personale italiano. I cinque italiani e un indiano che negli ultimi giorni, costretti a restare chiusi in casa, non hanno potuto lavorare, hanno lasciato la struttura e da oggi sono a Kabul. "Se volevano non farci più operare a Lashkar-Gah, l'obiettivo è stato raggiunto" ha commentato Alessandro Bertani, vicepresidente di Emergency.

Tommaso Notarianni, responsabile stampa di Emergency, intervenendo telefonicamente a Sky TG24 spiega: “Non avevamo più motivo di rimanere. La polizia afghana è dal giorno dei tre arresti che “occupa” la struttura. I nostri operatori internazionali non potevano più andare a lavorare ed erano costretti nelle loro case”.

Dei tre volontari italiani arrestati sabato, intanto,non si hanno più notizie dal momento dell'irruzione nell'ospedale: "Sono stati portati via e non sappiamo dove" ha dichiarato Notarianni. Notizia che ha confermato ai microfoni ai Tg24 Cecilia Strada, presidente della ong italiana.

Sul caso, la procura di Roma ha intanto aperto un fascicolo in 'atti relativi', cioè, senza indagati o ipotesi di reato: il procedimento è stato aperto dal procuratore aggiunto Pietro Saviotti, coordinatore del pool antiterrorismo. A piazzale Clodio, comunque, si tende a escludere ogni collegamento con i
sequestri del giornalista Daniele Mastrogiacomo e del free-lance Gabriele Torsello.

Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha preannunciato che mercoledì l'inviato speciale Attilio Iannucci consegnerà una sua "lettera personale al presidente Karzai" per chiedere un'"accelerazione delle
indagini" sui tre cooperanti italiani di Emergency arrestati sabato scorso.
Frattini ha sottolineato che il governo italiano segue "questa fase investigativa attentamente": "Lo facciamo con il desiderio che si accelerino il più possibile le indagini" affinché "si abbia una definitiva valutazione da parte delle autorità inquirenti" della posizione dei nostri connazionali "con la presenza e l'assistenza del nostro personale".

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