GUARDA LE FOTO dei volontari di Emergency arrestati in Afghanistan

di Serenella Mattera

«Io sto con Emergency». Linkato, postato, ripetuto in bacheche e commenti. L’appello dell’associazione umanitaria fondata da Gino Strada a sostegno della sua attività in Afghanistan, ha mobilitato la Rete. Tale il flusso delle adesioni (75 mila, il conteggio provvisorio), da bloccare più volte il sito dell’associazione. Merito anche del tam tam via Twitter e Facebook, dove in tanti da stamattina esibiscono come foto del profilo la vignetta di Vauro “liberi subito”. Ma la vicenda dell’arresto di nove operatori di Emergency in Afghanistan non manca di dividere. Con i blogger di destra pronti a sottolineare “le ombre” che pendono su Strada e i suoi medici, proprio per l’operato nel Paese dei talebani.

«Sabato 10 aprile – si legge nel testo dell’appello, in italiano e in inglese  – militari afgani e della coalizione internazionale hanno attaccato il Centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah e portato via membri dello staff nazionale e internazionale. Tra questi ci sono tre cittadini italiani: Matteo dell’Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani». Segue non una richiesta di liberazione, ma la rivendicazione di essere una ong «indipendente e neutrale», che dal 1999 «ha curato gratuitamente oltre 2.500.000 cittadini afgani e costruito tre ospedali, un centro di maternità e una rete di 28 posti di primo soccorso».

In ragione di ciò, migliaia di persone hanno messo la loro firma sotto la frase: «Io sto con Emergency». Tra i nomi noti, il generale Fabio Mini, le cantanti Fiorella Mannoia e Paola Turci, il governatore pugliese Nichi Vendola, don Gino Rigoldi, Fabio Fazio e Serena Dandini, i giornalisti Ettore Mo, Gianni Mura ed Enrico Mentana, Elio e le storie tese, il velista Giovanni Soldini. Una lista in continuo aggiornamento. Come il numero delle sottoscrizioni, a tratti rallentate dal sovraffollamento del sito.

Intanto, su Facebook, mentre dalla pagina di Emergency (90 mila fan) partivano appelli a firmare, un’altra pagina e un gruppo dal titolo «Io sto con Emergency», hanno raccolto in mezza giornata circa 20 mila adesioni. Accompagnate da messaggi del tipo: «Emergency, qualcosa da prendere ad esempio, in un mondo privo di modelli». Isolate e subito duramente criticate dagli altri utenti, invece, frasi come quella scritta da Vincenzo: «Spero vivamente che li ammazzino a tutti e tre. Alla faccia dell’infame Gino Strada».

Anche diversi blog, come quello di Beppe Grillo, si sono mobilitati per Emergency. Mentre su Friendfeed una articolata discussione ha preso il via da una domanda di Giovanni Fontana: «Emergency, Afghanistan, mi spiegate cosa bisogna pensarne? Mi sembra che tutte le opinioni si riassumano in “io sto con Emergency” o “io non mi fido di Emergency”».

Non mancano, poi, opinioni critiche e anche gruppi Facebook apertamente polemici nei confronti del ministro degli Esteri Franco Frattini, accusato di non aver difeso gli operatori umanitari italiani.

Mentre in controtendenza rispetto al mainstream della Rete e al sentimento di indignazione per le accuse mosse dagli afgani agli operatori umanitari italiani, appaiono alcuni commenti sui blog di destra aggregati dal sito Tocqueville. Il Fazioso, ad esempio, sottolinea come «non è un’infamia segnalare che gli ospedali di Emergency sono sempre stati molto accoglienti nei confronti dei talebani e in passato sono stati in mezzo a storie piuttosto oscure» (la mediazione nel rapimento Mastrogiacomo, ndr). E Giova parla di «ombre» che pendono sulla «associazione sedicente umanitaria, vicina agli ambienti della sinistra radicale italiota».

"Ciò che ci fa tristezza - ha dichiarato Maso Notarianni, portavoce di Emergency e direttore di Peacereporter a Tg24 - è che ancora una volta si sia finiti a fare polemiche di bassa lega su Emergency, a proposito del fatto se sia di sinistra o di destra. Francamente mi sembra una cosa del tutto inutile. Emergency è un’associazione umanitaria neutrale che fa degli ospedali dentro ai quali non chiede carte di identità".

Ascolta le parole di Gino Strada a Sky Tg24, le dichiarazioni del ministro Frattini, le reazioni del mondo politico