di Emanuela Di Pasqua

Per una Rete libera e accessibile a tutti: con questo obiettivo Reporters Senza Frontiere annuncia, venerdì 12 marzo, la giornata mondiale contro la cyber censura. In quell’occasione RSF presenterà l’annuale report con l’elenco ufficiale dei “nemici di Internet”, tra i quali da un paio di anno figurano sempre più i paesi democratici ed occidentali.

Iran, Cina, Arabia Saudita, Tunisia: sono queste le nazioni dove il clima è più liberticida, ma a questo elenco si aggiungono tante altre realtà critiche e si affianca la lista dei Paesi messi sotto sorveglianza per aver manifestato atteggiamenti minacciosi nei confronti della libertà sul Web.

Giovedì 11 marzo alle ore 19, alla vigilia della giornata contro la cyber censura e della presentazione ufficiale del rapporto, verrà assegnato, nella sede parigina di Google, il “Premio Netizen”, prima edizione di un riconoscimento che andrà “a un utente internet, blogger o cyber-dissidente, che abbia dato un notevole contributo alla difesa della libertà di espressione online”.

Da sottolineare il ruolo di Big G, che per la prima volta aderisce all’iniziativa, addirittura mettendo a disposizione la propria sede. Il colosso di Mountain View ha preso posizioni molto chiare su questi argomenti, in seguito alle vicende cinesi che hanno visto il search engine schierarsi apertamente contro la censura delle istituzioni e inaugurare una cyber-guerra.

Per tutti coloro che volessero aderire allo spirito dell’iniziativa è a disposizione un logo, realizzato in molti colori, con l’emblematico disegno di un mouse liberato dalla catene. Per partecipare alla difesa dell’espressione online lo si può scaricare e inserire nel proprio blog, nel sito, sul profilo di Facebook o come “firma” delle mail

Sul social network statunitense è poi attiva una pagina dedicata alla giornata. Il movente dell’iniziativa è quello di richiamare l’attenzione su quanto Internet sia uno strumento basilare per la democrazia e al tempo stesso su come questo media sia spesso preso di mira dai governi, spaventati dal suo potere virale e globalizzante.