Istanbul, marcia virtuale contro la censura online
Gli utenti turchi manifestano su Google Maps per protestare contro le limitazioni alla Rete: nel paese non è infatti possibile accedere a diversi siti. E Twitter, per evitare problemi in paesi come Cina e Iran, sta lavorando a un sistema anti-filtro
Se il tema della censura della Rete da parte dei governi è diventato incandescente dopo lo scontro Google-Cina e il successivo discorso del segretario di Stato Hillary Clinton, dalla Turchia si apre un nuovo fronte. A emergere in questi giorni è infatti la notizia di una manifestazione virtuale organizzata dagli internauti turchi su Google Maps. Nel Paese che si affaccia sul Mar Nero da tempo sono censurati siti come YouTube e Last.fm e così molti cittadini hanno deciso di inscenare una marcia di protesta di pixel. Il concentramento è a Istanbul, a piazza Taksim, dove gli utenti possono segnalare la propria presenza piantando una bandierina sulla mappa online. Una volta raggiunto un certo numero, i dimostranti si dirigeranno al parlamento di Ankara, anche qui, pixel dopo pixel.
Ma il sito turco Daily News include nella lista dei censori anche l’Italia, citando il decreto Romani sul recepimento della direttiva Ue in materia di tv e internet . Il quale tra le altre cose prevede che i fornitori di servizi online siano responsabili dei contenuti trasmessi dagli utenti. Anche per questo è stato subito ribattezzato dagli utenti della rete “decreto anti-Youtube”.