La tragedia dell'11 settembre rivissuta attraverso 573mila SMS diffusi il giorno degli attacchi su New York e Washington. A diffonderli è il sito americano specializzato nella pubblicazione di notizia riservate, Wikileads, tra le 3 di questa mattina (ora di New York) e la stessa ora di domani.

Per rendere ancora di più l'idea di ciò che accadde, i messaggi verranno diffusi 'live', ossia alla stessa ora in cui vennero inviati quell'11 settembre 2001. Il primo venne registrato quel giorno alle 3 del mattino, cinque ore prima del primo attacco, l'ultimo, che uscirà alle 3 del mattino di domani, fu inviato alle 3 del mattino del 12 settembre. A mandare i messaggi sono perlopiù funzionari pubblici: molti sono gli scambi tra i dipendenti del Pentagono e tra i poliziotti di New York e diverse le segnalazioni di problemi informatici. L'archivio - si legge sul sito - rappresenta un documento oggettivo di quel giorno. "Speriamo che possa contribuire ad una più puntuale comprensione di questo evento e delle sue tragiche conseguenze"..

Nella presentazione dell'iniziativa i promotori danno un'anticipazione di alcuni dei messaggi più significativi: "Per favore non lasciate l'edificio: una delle Torri è appena collassata!", "Possibile esplosione nell'edificio. Mobilitazione a livello 3". Si tratta, sottolinea il sito, di comunicazioni fino ad ora coperte da segreto o comunque inaccessibili al pubblico WikiLeaks, nato nel 2006, è un sito web che si propone di promuovere la libertà di informazione su temi sensibili, siano essi collegati alle politiche dei governi, delle compagnie private, delle confessioni religiose. "Vi aiutiamo a far emergere la verità in sicurezza", recita lo slogan del sito, che assicura l'anonimato a coloro che mettono online materiale sensibile.

Ecco alcuni dei messaggi:

- ”Per favore non lasciate l’edificio: una delle Torri è appena collassata!

- “Possibile esplosione nell’edificio. Mobilitazione a livello 3

- “WTC è stato colpito da un aereo e da una bomba.”

- “Sono ancora nel mio ufficio, non ho un posto in cui andare … Questa è la fine del mondo, così come lo conosciamo”