Per le foreste. Per salvare madre natura. Per sopravvivere al neoliberismo e alle multinazionali del petrolio che sfruttano le risorse. La rivolta delle popolazioni indigene del Perù scoppiata il 9 aprile scorso sta toccando il culmine. Gli scontri con le forze di polizia si aggravano. Una trentina di morti e decine di feriti ricoverati per patologie legate all'inalazione di gas lacrimogeni. 8 i morti fra agenti di polizia. La mobilitazione si concentra a Cruz del diablo a 700 kilometri dalla capitale Lima. La rivolta riguarda 1350 comunità.