La prima testa politica a cadere dopo le 60 ore di terrore che hanno paralizzato Mumbai è quella del ministro dell'Interno. Shivraj Patil si è infatti attribuito tutta la responsabilità politica e morale degli attacchi terroristici che il suo ufficio non è riuscito a prevenire nonostante ci fossero da tempo segnali del rischio concreto di un'offensiva via mare dell'integralismo islamico di base in Pakistan. Ed insieme a Patil si dimette anche il capo della sicurezza nazionale, Narayanan. Nel paese crescono le polemiche per quella che in molti indicano come una strage annunciata.