Dall'Africa all'Australia si allarga lo scandalo del latte alla malamina che in Cina ha già contaminato 50mila bambini.I Per evitare il rischio che prodotti preparati con latte in polvere o burro di provenienza orientale varchino le nostre frontiere, nonostante il divieto previsto da una direttiva comunitaria, sono scattati i controlli. Primi provvedimenti sono stati presi a Milano, Firenze, Ancona e Napoli, dove sono stati requisiti prodotti di importazione cinese, mentre Carlo Petrini di Slow Food avverte: "I ristoranti cinesi non sono sicuri".