G20, si cerca compromesso su commercio. Sparisce "no" a protezionismo

Dopo il vertice di Baden Baden, impegno rinnovato contro le svalutazioni competitive. Stati Uniti lontano dai partner. Incontro tra Padoan e segretario di Stato Usa al Tesoro. Lagarde: ”Economia globale vicina a svolta”

 

Impegno rinnovato contro le svalutazioni competitive e sforzo dei Paesi a consultarsi sui tassi di cambio, perché un’eccessiva volatilità potrebbe danneggiare la crescita. Sono questi gli obiettivi che sono stati sottoscritti nel comunicato finale del G20, dopo il vertice di Baden Baden, in Germania. 

 

Cancellato il "no" al protezionismo - Secondo alcune fonti, però, dal testo delle conclusioni, sarebbe sparita la tradizionale frase con cui i partner ribadiscono la loro opposizione al protezionismo. Al suo posto, ci sarebbe soltanto una formula di compromesso al ribasso che sottolinea l’importanza del commercio per l’economia: “Lavoriamo per rafforzare il contributo del commercio alle nostre economie”, è la frase che si legge nel comunicato finale.

 

Usa lontano dai partner. Lagarde: "Economia globale vicina a svolta" - Sempre secondo quanto riferiscono alcune fonti, la parte dell’accordo finale dedicata al commercio, avrebbe suscitato diverse discussioni e avrebbe messo in luce una distanza più marcata tra gli Stati Uniti e gli altri Paesi. Il risultato, secondo le prime interpretazioni, è quello che ha portato il comunicato finale a glissare sui temi che più hanno diviso gli Usa e gli altri partner presenti al meeting. Il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, ha deciso di non citare il disaccordo sul commercio estero, nella sua nota sulla conclusione del G20. Per Lagarde è più importante sottolineare che l'"economia globale è vicina a una svolta" e che il meeting è arrivato in un "momento in cui la crescita sta guadagnando velocità". "Ho ribadito la disponibilità del Fmi a contribuire alla comprensione e alla cooperazione globale", ha poi aggiunto Lagarde. 

 

Schaeuble:"Su commercio avremmo voluto altro" - “Abbiamo discusso molto di commercio, non sorprende, e abbiamo trovato una formula che riflette la volontà di continuare ad astenerci dalla svalutazione competitiva, dalla concorrenza non equa e siamo tutti convinti che il commercio globale rafforza le nostre economie globali”, ha commentato il ministro dell’Economia tedesco Wolfgang Schaeuble, al termine dell’incontro. Ma Schaeuble ha anche ricordato che “a volte, in questi meeting, non puoi raggiungere tutti i risultati che vorresti”.

 

Rischi al ribasso: impegno per commercio e architettura finanziaria internazionale - Con il comunicato finale, i ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali, fanno sapere che la ripresa globale continua, ma che ci sono anche rischi al ribasso. Per questo, l’impegno rimane quello di provare a usare tutti gli strumenti per stimolare la crescita e rafforzare il contributo del commercio internazionale, così come l’”architettura finanziaria”.

 

Incontro tra Padoan e il segretario di Stato statunitense al Tesoro - Per quanto riguarda la posizione dell’Italia, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha avuto un incontro - a margine dei lavori - con il segretario di Stato statunitense al Tesoro, Steven Mnuchin. Nel meeting, i due hanno discusso delle priorità dell’agenda del G7 dei ministri finanziari che sarà a presidenza italiana. Dal colloquio sarebbero emerse “consonanza e disponibilità a lavorare insieme”, come riportano fonti. 

 

Nessun riferimento al cambiamento climatico - Non ci sarebbero, invece, riferimenti né al cambiamento climatico, né agli accordi presi a Parigi, nel testo finale del G20. Secono diverse fonti, a esercitare pressioni in questo senso, sarebbero stati gli Stati Uniti e l'Arabia Saudita.

 

 

 

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