Samsung ha sospeso la produzione dei Galaxy Note 7. La notizia arriva dall'agenzia coreana Yonhap news, che cita un funzionario del gruppo. La decisione sarebbe stata presa in accordo con le autorità di Sud Corea, Cina e Stati Uniti. Samsung ha, di fatto, confermato. Ha parlato di “modifica ai volumi di produzione” per “migliorare il controllo di qualità e consentire investigazioni approfondite sui recenti casi di esplosioni di batterie”. Il gruppo era riuscito a resistere dopo le prime segnalazioni; aveva avviato un piano di rientro in modo da ritirare i 2,5 milioni di Note 7 già venduti e potenzialmente difettosi. Ma la società si è dovuta arrendere di fronte ai nuovi casi di esplosione e alle scelte dei grandi operatori Usa.

 

La decisione di T-Mobile e Verizon – Subito dopo i primi casi di fusione della batteria, Samsung aveva invitato i clienti a riportare i Note 7 dal proprio rivenditore. Due le opzioni: rimborso o sostituzione. Con la garanzia di avere tra le mani un dispositivo senza difetti. Qualcosa però è andato storto. Alcuni Galaxy appena sostituiti hanno presentato lo stesso problema. Il caso più eclatante ha causato l'evacuazione di un aereo. Un inconveniente che ha causato la reazione di T-Mobile e At&T. I due colossi hanno deciso di sospendere la sostituzione e le nuove vendite dei Note 7. I clienti che vorranno, scrive in un comunicato T-Mobile, saranno rimborsati o potranno scegliere un nuovo dispositivo (non solo Samsung) presente nei punti vendita. La compagnia offrirà anche, come piccolo risarcimento, 25 dollari di traffico telefonico.

 

Batterie, i dubbi continuano – Samsung, a oltre un mese dal piano di sostituzione, non dà risposte certe. La prima versione (un difetto della batteria di uno dei fornitori) non è stata mai smentita. Ma la presenza dello stesso difetto sui Note sostituiti ha costretto il gruppo ad approfondire le indagini, accanto alle autorità di controllo e ai partner commerciali. La sospensione della produzione conferma i dubbi: al momento non è ancora stata trovata una soluzione. Un punto interrogativo che si riflette sulla data del lancio europeo. Previsto per la fine di ottobre, potrebbe slittare ancora.

 

Bilancio in discussione – Il titolo di Samsung ha accusato una flessione dell'1,52%, dimostrando però di saper incassare anche un duro colpo come la sospensione di vendite e produzione. Merito di un bilancio trimestrale che, nonostante i costi miliardari del rientro, è rimasto positivo. La debacle dei Galaxy Note 7 peserà sui ricavi (in calo del 5,2% rispetto allo stesso periodo del 2015) ma non affonderà gli utili operativi, in progresso del 5%. Merito dei chip di memoria, prodotti (anche) per i concorrenti, come Apple. In altre parole, Samsung ha mostrato di non essere dipendente dalla divisione mobile. Ma, per la vicenda del Note 7, non può certo gioire.