“Riposa in pace, Twitter”. No, il social network dei 140 caratteri non è morto ma, a guardare la lista degli hashtag più popolari in questi giorni, verrebbe quasi da pensare il contrario. Tra le etichette più diffuse c'è infatti “RIPTwitter” che in inglese suona appunto come un de profundis.

 

A pronunciarlo sono stati milioni di utenti che hanno manifestato così il proprio dissenso rispetto alla possibilità che la successione dei messaggini sulla timeline non sia più semplicemente cronologica ma ordinata da un algoritmo sulla base di vari criteri di rilevanza. Un simile cambiamento per molti significherebbe la fine di Twitter così come lo conosciamo e un pericoloso avvicinamento a Facebook dove, come è noto, i post che arrivano all'utente sono decisi dal software.

 

Già in passato, di fronte ad analoghe proposte di mutamento, gli iscritti alla piattaforma erano scesi sul piede di guerra. A dare origine all'ultima bufera è stata il 6 febbraio scorso un'indiscrezione del magazine online BuzzFeed. La testata annunciava l'introduzione, a partire da questa settimana, di una timeline nella quale i cinguettii sono ordinati per criteri di rilevanza. Di qui la reazione. Che in molti utenti ha preso la strada dell'ironia e in altri è diventata occasione per una critica costruttiva. In Italia, in particolare, ha avuto un notevole successo l'etichetta #MiglioriamoTwitter utilizzata per proporre svariate migliorie.

 

La reazione – Di fronte alla reazione negativa da parte degli utilizzatori è intervenuto anche Jack Dorsey, co-fondatore di Twitter e dall'autunno scorso amministratore delegato della società. Cercando di calmare gli animi, ha negato cambiamenti così imminenti e confermato che la natura della piattaforma è, e sempre resterà, l'aggiornamento in tempo reale.

 

Come funzionerà? - Intanto, il magazine digitale The Verge ha pubblicato un'immagine che mostrerebbe il “nuovo” Twitter. Il modello di riferimento sarebbe quello della funzione “Mentre non c'eri” che già ora, quando si accede al social network dopo un po' di tempo, mostra una selezione di messaggini condivisi durante la nostra assenza, dopodiché si torna al flusso ordinario.

Secondo The Verge, la nuova timeline funzionerebbe come una sorta di espansione di questa modalità. Ogni volta che ci si collegherà al social network, ci si troverà di fronte ad un'antologia di cinguettii variamente organizzati, dalla presunta rilevanza per l'utente al tipo di argomento. Tuttavia, una volta scorsi questi messaggini la successione delle informazioni tornerà ad essere semplicemente cronologica.

 

Le ragioni di una crisi – Insomma, non si tratterebbe di una sostituzione ma di una opzione in più. Basterà a tranquillizzare coloro che temono di vedere il social network snaturato? Vederemo. Di certo Twitter, così come è, è in difficoltà. In borsa il titolo è passato dagli oltre 50 dollari ad azione dello scorso aprile ai 14 attuali, un calo del 70 %. La crescita degli utenti, + 11% nell'ultimo anno, è lenta, almeno rispetto alle aspettative del mercato.

Le ragioni della crisi, secondo The Economist, vanno cercate nell'andirivieni dei manager, nella diffidenza degli inserzionisti e nella difficoltà che hanno i nuovi utenti nell'orientarsi sulla piattaforma. Le novità alla base dell'ultima rivolta degli dovrebbero affrontare proprio quest'ultimo punto, nella speranza di imprimere un ritmo più accelerato alla crescita dell'audience.