Ennesima giornata di passione per le borse europee, che vedono pesanti cali su tutte le piazze. Madrid e Atene registrano le perdite maggiori, ma non va bene neanche a Milano che, dopo una giornata iniziata in territorio positivo, chiude con un pesante -4,69%. Una raffica di vendite si è abbattuta sui listini, non risparmiando neppure i titoli di stato. In sofferenza soprattutto i titoli greci, spagnoli e italiani, con lo spread tra Bund e Btp che torna ad ampliarsi, superando anche la soglia dei 140 punti base, a 146, toccando i massimi da luglio scorso. L'indice Stoxx 600, che fotografa l'andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio Continente, ha ceduto il 3,5%: un calo che equivale a 309 miliardi di euro di capitalizzazione bruciati in una sola seduta. Chiusura in territorio negativo anche per Wall Street: il Dow Jones perde l'1,09% a 16.028,83 punti, il Nasdaq cede l'1,82% a 4.283,75 punti, mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l'1,4% a 1.854 punti.

I titoli peggiori - Entrando nello specifico di Piazza Affari, il titolo peggiore è stato Saipem: ha perso il 25% a 0,38 euro nell'ambito dell'aumento di capitale, mentre Mps ha chiuso in calo dell'11% a 0,519 euro, vicino al minimo storico. Anche Bper ha accusato un ribasso dell'11,9%, seguita da Ubi e Poste italiane che hanno ceduto entrambe il 10,4%, con Carige il calo del 10,1% mentre Intesa si è mossa con l'indice generale (-4%). Male Fca, in ribasso finale del 9,8%.


Padoan: "A Bruxelles serve una strategia per la crescita" - Intanto il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, intervenendo a un convegno alla Camera ha sostenuto che "l'Europa oggi ha bisogno di una forte strategia per la crescita". "Il problema della mancata occupazione è lungi dall'essere risolto. Questo è il vero tema: per questo l'Europa viene vista non come soluzione ma come problema" ha aggiunto Padoan. Il ministro dell'Economia ha poi aggiunto che "non c'è certezza nell'economia globale e l'Europa ha la responsabilità di fornire certezza per la crescita". "Spesso - ha sottolineato - non è la carenza di strumenti che ci manca ma l'identificazione di un quadro coerente dove mettere questi strumenti".

Padoan: "Flessibilità non è una scorciatoia di indisciplina fiscale" - Padoan ha poi spiegato che "il dibattito sulla flessibilità è un buon esempio di quanti equivoci si possono creare: gli incentivi alla flessibilità introdotti di recente non sono strumenti per avere scorciatoie di indisciplina fiscale ma strumenti di forte incentivo per fare cose che servono, come gli investimenti pubblici". "Un elemento fondamentale di cui c'è enorme bisogno (in Europa) - ha poi aggiunto - è la fiducia. Se non c'è fiducia reciproca non possiamo costruite strumenti comuni" a partire dall'unione economica e bancaria.