Nuovo campanello d'allarme in arrivo da Bruxelles sui conti italiani. La commissione europea ha infatti rivisto leggermente al ribasso le stime di crescita per il nostro Paese, limandole di un decimo. Ma è soprattutto il debito il vero tallone d'achille dell'Italia: secondo le stime della commissione, nel 2016 scenderà "solo leggermente anche perché il deficit strutturale si deteriora". Le nuove stime rivedono quindi il debito 2016 al rialzo a 132,4%, dal 132,2% previsto a novembre. La stima per il 2015 è invece rivista al ribasso (132,8% dal 133% di novembre). Nel 2017 il debito scende a 130,6%, stima rivista però al rialzo dal 130% delle ultime previsioni. E il saldo strutturale peggiora più del previsto: da -1% nel 2015 a -1,7% del 2016.

Migliora il mercato del lavoro italiano - Entrando nello specifico invece sulle stime del Prodotto interno lordo, secondo Bruxelles il Pil italiano salirà nel 2016 dell'1,4% e nel 2017 dell'1,3%, mentre le previsioni erano pari rispettivamente al +1,5% e al +1,4 tre mesi fa. Secondo il governo, il Pil dovrebbe invece crescere dell'1,6%  sia quest'anno che l'anno prossimo. Anche la crescita del 2015 è stata rivista al ribasso, con un aumento dello 0,8% contro lo 0,9% previsto precedentemente. Uniche note positive quelle legate al mercato del lavoro, che secondo Bruxelles dovrebbe continuare a beneficiare della riforma del mercato del lavoro, con un calo del tasso di disoccupazione da 11,9% a 11,4%.

Stime peggiorate per tutta l'Eurozona - Rivisto al ribasso anche le previsioni per il Pil dell'Eurozona per l'anno prossimo, sceso a un più 1,7% rispetto al 1,8 calcolato a novembre. Per il 2017 invece lo si prevede all'1,9%. Secondo le previsioni della Commissione anche l'inflazione nella zona euro resterà bassa anche nel 2016: la previsione  fissa il tasso annuo allo 0,5%, la metà rispetto a quello stimato nella precedente edizione delle previsioni economiche. L'indice dei prezzi al consumo è stato più basso del previsto anche nel 2015: a novembre la Commissione Ue lo prevedeva allo 0,1%, oggi invece certifica inflazione a 0 per l'anno passato.