"Ora ci aspettiamo che la ripresa economica in Italia guadagni slancio nel 2016". A scriverlo è Standard & Poor's in un report sul sistema bancario, nel quale aggiunge anche che la ripresa economica e le riforme offrono "opportunità" alle banche italiane, ma, avverte, non c'è "nessuna cura istantanea". Un ottimismo, quello sulla ripresa, condiviso dal ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan secondo cui quello appena iniziato sarà "l'anno di svolta", perché da quest'anno "ci attendiamo, non solo il governo ma anche altre istituzioni" tra cui l'Ocse, che "scenda il debito" del Paese.

Padoan: "Cresce il lavoro di qualità" - L'Italia ha "fondamentali solidi" nonostante in questi giorni la finanza offra anche nel nostro Paese un'immagine "devastante, desolante deprimente, di instabilità" continua il ministro dell'Economia commentando le turbolenze sui mercati osservate in queste settimane, con i titoli delle banche nazionali che sono arrivati a perdere oltre il 20% da inizio anno. Padoan ribadisce la tesi secondo cui il 2016 sarà "un anno di svolta" e parla di una crescita economica "solida, non effimera e non ciclica". "La seconda grandezza importante è il lavoro: c'è buona occupazione che aumenta, c'è occupazione di qualità e c'è più occupazione di quello che ci si potrebbe attendere dalla crescita". Il terzo punto di svolta, aggiunge, è che quest'anno il debito pubblico è previsto scendere dopo sette o otto anni di crescita".


Standard & Poor's: "Banche italiane non si riprenderanno velocemente" - Per quanto riguarda il sistema bancario, però, Standard & Poor's, nel suo report, invita anche alla prudenza. Il testo infatti evidenzia anche come le recenti misure varete dal governo italiano per facilitare lo smaltimento degli asset problematici siano "positive" ma non bastino ad "assicurare una netta accelerazione nella pulizia dei bilanci". Offrono "opportunità" ma non sono una "cura istantanea". Le banche italiane, si spiega, "non si riprenderanno dalla recessione velocemente, nonostante il rafforzamento della crescita e le misure varate dal  Governo a loro supporto". Nell'analisi dell'agenzia di rating, le banche italiane "devono  fronteggiare tre cause di debolezza: hanno accumulato un grosso stock  di Npl nei bilanci negli ultimi anni; rigidità strutturali hanno  tenuto i costi relativamente alta; il sistema frammentato riduce la  capacità di beneficiare di economia di scala e di correggere la sovraccapacità nel settore".


Piazza Affari torna positiva
- E' tornato intanto il sereno in Piazza Affari, che ha chiuso la settimana in testa alle altre Borse europee, con un rialzo dell'indice Ftse Mib del 2,57% a 18.657 punti, tra scambi in calo per 3 miliardi di euro di controvalore. In primo piano le banche, reduci da uno scivolone nella vigilia, che hanno riconquistato la fiducia degli investitori, a partire dal Banco Popolare (+9,23%) e da Bpm (+7,44%), in vista di una fusione che appare sempre più vicina alla luce degli ultimi sviluppi. Segno meno solo per Ubi (-0,92%) per ora rimasta fuori dai giochi e Carige (-0,21%), mentre Mps (+1,22%) ha viaggiato sulle montagne russe dopo essere arrivata a guadagnare l'8%. Occhi anche su Bper (+5,16%) e Intesa (+4,14%), più cauta Unicredit (+0,68%).