Nei primi 11 mesi del 2015 è aumentato del 9,7% il numero complessivo delle assunzioni nel settore privato per effetto soprattutto della crescita dei contratti a tempo indeterminato.

Si sono registrate oltre 2,1 milioni assunzioni a tempo indeterminato (comprese le trasformazioni di rapporti a termine e apprendisti) a fronte di 1,525 milioni di cessazioni (+584.000 posti stabili nell'anno). 1.158.726 le assunzioni con gli sgravi contributivi previsti dalla legge di stabilità. Secondo i dati dell'Osservatorio Inps sul precariato, l'esonero contributivo è stato utilizzato per il 57,1% delle assunzioni stabili.

 

Le assunzioni a tempo indeterminato sono state 1.640.630, il 37% in più dello stesso periodo del 2014 (+442.906) mentre le assunzioni a termine sono state 3.187.318 (+1,5%). Nel complesso le assunzioni hanno superato quota cinque milioni con una crescita del 9,7% sul 2014. Le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine sono state 388.454 (+25,8%) quelle di rapporti di apprendistato 80.897 (+25,3%).

Le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti di lavoro a termine, compresi gli apprendisti, sono risultate 469.351 con un incremento rispetto al 2014 del 25,7%. Il saldo tra assunzioni e cessazioni nel periodo gennaio-novembre è pari a 356.000 unità.

 

 


Il ricorso a voucher - L'incidenza dei rapporti stabili sul totale dei rapporti di lavoro attivati/variati, è salita al 38,6% dal 31,9% dei primi undici mesi del 2014. Nella fascia di età fino 29 anni, l'incidenza dei rapporti stabili sul totale è passata al 31,3% dal 24,5%.
Sul totale dei nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato (1.640.630 assunzioni e 388.454 trasformazioni da tempo determinato) quelli instaurati grazie all'esonero contributivo risultano 1,159 milioni.
Il ricorso ai voucher è aumentato del 67,5%, con punte del 97,4% in Sicilia, dell'85,6% in Liguria e dell'83,1% e 83% rispettivamente in Abruzzo e in Puglia. E non non è mancato il commento del premier Renzi, secondo cui con questi dati "l'Inps dimostra l'assurdità delle polemiche sul Jobs Act". L'aumento dell'occupazione stabile, ha commentato invece la Cisl, è legato agli sgravi contributivi che hanno dato una "scossa positiva" al mercato.