Resta altissima la tensione tra Roma e Bruxelles, con il presidente del gruppo del Partito Popolare Europeo, il tedesco Manfred Weber che accusa l'Italia di "danneggiare la credibilità dell'Europa" sulla vicenda degli aiuti alla Turchia in tema di migranti. Frasi che arrivano dopo giorno di reciproche accuse tra Juncker e Matteo Renzi.

Lo scontro Renzi - Juncker - Lunedì fonti europee avevano fatto trapelare l'irritazione nei confronti di Roma di Juncker, che lamentava di "non avere un interlocutore per dialogare con l'Italia sui dossier più seri". Già nell'immediato era arrivata la risposta del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, che ricordava al presidente della Commissione europea che "l'Italia ha un  governo nel pieno dei suoi poteri". A rispondere indirettamente a Juncker ci ha pensato poi Matteo Renzi che, con un post di Facebook ricordava che "l'Italia, sempre più aperta e attrattiva per gli investimenti internazionali è la risposta migliore a chi preferirebbe averci più deboli e marginali".

Weber attacca l'Italia - E a gettare nuova benzina sul fuoco è arrivato nel pomeriggio di martedì l'affondo di Weber, che ha criticato il governo italiano sulla  vicenda degli aiuti alla Turchia per la gestione del  flusso dei profughi dalla Siria, accusandolo di "danneggiare la  credibilità dell'Europa" e di favorire la crescita del "populismo". "Dobbiamo aiutare i Paesi di  origine. Stiamo finanziando 3 mld di euro per la Turchia - ha detto  Weber, che fa parte della Csu bavarese, durante la seduta plenaria  dell'Europarlamento a Strasburgo - l'Europa sta compiendo quello che  ha promesso. L'Italia non è preparata, o è preparata solo a mettere in piedi ostacoli al trasferimento dei fondi, e questo danneggia la  credibilità dell'Europa". "Pertanto vi chiederei - ha detto alla presenza del presidente della  Commissione, Jean-Claude Juncker, e del presidente del Consiglio  Europeo Donald Tusk - di guardare a questo atteggiamento e di rimuoverlo. Danneggia la nostra credibilità e questa perdita di  credibilità è la ragione per la quale vediamo il populismo in Europa.  Non dovremmo fare solo promesse. Questa mancanza di credibilità è la  base del populismo: affrontiamo questa faccenda nel 2016".

Juncker: "Senza un'azione comune, Schengen non sopravvivrà"
- Da parte sua Juncker ha ricordato come "senza un'azione comune, una politica europea dell'immigrazione, Schengen non sopravvivrà", riservando poi una nuova stoccata all'Italia: "Alcuni governi sono veloci ad attaccare Bruxelles, ma si guardino allo specchio, anche loro sono Bruxelles". Il presidente della Commissione ha però anche criticato quei paesi che vogliono reintrodurre i controlli alle frontiere. che rischiano di essere molto costosi" in termini economici e di libera  circolazione. "Bisogna andare oltre gli egoismi nazionali. L'Europa può e deve ritrovare unità. La solidarietà europea puo' portare ciascun Paese a superare la crisi" ha poi concluso.