La Commissione europea ha annunciato la decisione di deferire l'Italia alla Corte di giustizia Ue per il mancato recupero dei prelievi dovuti dai produttori italiani per la sovrapproduzione di latte. Secondo una nota della Commissione di Bruxelles, l'Italia deve recuperare ancora sanzioni per 1,343 miliardi di euro.

A quanto risalgono le multe - La questione riguarda il superamento delle cosiddette "quote latte" da parte di alcuni produttori italiani tra il 1995 e il 2009, che ha dato origine a una serie di multe e poi a una procedura d'infrazione contro Roma.
Bruxelles aveva già inviato una lettera di messa in mora sulla vicenda del recupero dei prelievi nel giugno del 2013, poi un parere motivato nel luglio dello scorso anno. Ora il terzo passo, quello del deferimento ai giudici Ue, visto che per la Commissione l'Italia non ha mostrato "alcun progresso significativo nel recupero".

Cosa prevede il sistema - Secondo i dati della Commissione su un importo complessivo di multe per 2,305 miliardi, circa 1,752 non sono stati ancore recuperati dalle autorità italiane. Ma "parte di questo importo sembra considerato perso o rientra in un piano a tappe di 14 anni", dunque la somma finale è pari a 1,343 miliardi di euro. Il sistema delle quote è stato istituito nel 1984 per evitare distorsioni del mercato dovute alla cronica sovrapproduzione di latte, ed è basato su quote di produzione nazionale. Quando uno stato membro eccede la propria quota, i produttori responsabili devono pagare una multa. Secondo la Commissione europea a rimetterci sono anche i contribuenti italiani, perché le somme da recuperare vanno iscritte nel bilancio italiano.

Il ministro Martina accusa Salvini - E non mancano le reazioni politiche: "La notizia di oggi conferma che tutti quelli che hanno spiegato agli allevatori che non si doveva pagare le multe e che qualcuno sarebbe arrivato al posto loro, hanno fatto un grosso danno al Paese. Salvini si dovrebbe mettere una felpa con scritto 'scusa'", ha detto il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina.