Monti "convoca" Marchionne. O concorda un incontro, come si preferisce puntualizzare. In ogni caso, il dossier Fiat, come era inevitabile, finisce a Palazzo Chigi. Una telefonata fra il premier e l'ad della Fiat fissa l'appuntamento per sabato 22 settembre.
Poco prima, il ministro del Lavoro Elsa Fornero aveva definito “molto interessante sotto tutti i punti di vista che prende in considerazione” l’intervista rilasciata da Marchionne a la Repubblica, nella quale l’ad assicura che il Lingotto non intende chiudere gli stabilimenti italiani e cerca nella ripresa del mercato Usa quella sicurezza finanziaria che consenta di proteggere la presenza della casa automobilistica in Europa.
Fornero nei giorni scorsi aveva detto di essere in attesa di un chiarimento sui nuovi programmi del gruppo torinese, dopo che Fiat aveva comunicato, la settimana scorsa, la fine del piano di investimenti Fabbrica Italia da 20 miliardi annunciato nel 2010.

Il tavolo convocato a Palazzo Chigi alle 16 - Nel pomeriggio di martedì 18 settembre è arrivata la telefonata del premier Mario Monti, che ha quindi sentito Marchionne e fissato per sabato 22 settembre l'incontro governo-azienda (che si terrà alle ore 16 a Palazzo Chigi). "Nell'occasione, ha assicurato il dottor Marchionne, verrà fornito - si legge in un comunicato di Palazzo Chigi – il quadro informativo sulle prospettive strategiche del gruppo Fiat, con particolare riguardo all'Italia".
Ci saranno il ministro per lo Sviluppo Economico Corrado Passera, il ministro del Lavoro Elsa Fornero e il presidente della Fiat, John Elkann, che assicura: "La famiglia è unita e dà pieno sostegno a Marchionne". E agli attacchi del patron di Tod's, Diego Della Valle, replica "non capisco il suo livore. Sono stupito che alla sua età e con le aspirazioni che ha agisca in modo così irresponsabile" (VIDEO).

Polemica per la vignetta di Vauro - L'espressione usata dalla Fornero "aspetto che il telefono squilli" è anche all'origine di una vignetta di Vauro, pubblicata sul Manifesto, in cui il ministro è ritratta come una prostituta sopra la scritta "La ministra squillo". "Trovo vergognosa la vignetta di Vauro sul 'Manifesto' che denota il persistente maschilismo, volgare e inaccettabile, da parte di alcuni uomini". "Sono insulti che rispedisco al mittente" ha commentato il ministro.

Camusso: "Marchionne non dà risposte"
- "Marchionne ha tenuto una posizione molto difensiva, nella quale, però, non dà le risposte di cui il Paese ha bisogno" è invece il commento del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. "Il tema non è fare promesse - dice Camusso - non ci si basa su questo. Basta guardare alla sequenza delle cose che in questo lungo periodo Marchionne, in varie occasioni, ha detto: il tema, ancora una volta, è che non dice verso dove vuole investire, in che tempi e con quali caratteristiche". A giudizio della numero uno della Cgil "le promesse, senza questi numeri, senza questi dati, non servono".

Interrogazione parlamentare del Pd sulla Fiat - Anche dal Pd si levano voci perplesse sull’intervista di Marchionne, tanto che il partito ha deciso di presentare una interrogazione sul 'caso Fiat' al presidente del Consiglio e ai ministri dello Sviluppo Economico, del Lavoro e dell'Economia. "Marchionne nella sua intervista a Repubblica - afferma la senatrice Annamaria Carloni, prima firmataria dell'interrogazione - dichiara che la Fiat potrà restare in Italia grazie ai profitti realizzati in altri paesi ma non ci dice perché gli stabilimenti italiani abbiano perso centralità nel progetto Fiat. Sicché tutte le domande sulla valenza di 'Fabbrica Italia' restano senza risposta".

Bonanni: "Marchionne ci convochi subito" - Per il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, invece, l'intervista "non è esaustiva, ma mette a tacere coloro che hanno raccontato bugie, perché ha spiegato ciò che tutti hanno negato", ma, aggiunge, "i soggetti sociali non si affidano a interviste ma a discussioni formali", perciò ribadisce la necessità di un incontro chiarificatore "Marchionne ci convochi subito - dice Bonanni - perché deve chiarire se a fronte della ripresa il piano Fabbrica  Italia esisterà ancora".