La Bundesbank non molla. Ma il presidente della Bce, Mario Draghi, incassa l'appoggio degli Stati Uniti e del Fondo Monetario Internazionale. E oggi, giovedì 2 agosto, i riflettori di tutto il mondo sono puntati sull’Eurotower. Draghi presenterà il suo piano per l'acquisto di titoli spagnoli e italiani con un'azione concertata di Bce e fondo salva-stati Esm. Questo almeno quanto ipotizzano i rumors, come rivela la “Sueddeutsche Zeitung”, spiegando che la decisione finale sull'applicazione del piano verrà comunque presa dopo il 12 settembre, quando la Corte Costituzionale di Karlsruhe deciderà sulla compatibilità con la Costituzione tedesca del fondo salva-stati Esm.
Intanto, dopo essere volato prima a Parigi e poi a Helsinki, prosegue il tour europeo del premier italiano Mario Monti. Il presidente del Consiglio è atteso giovedì 2 agosto a Madrid, dove incontrerà il suo omologo Mariano Rajoy.

A Francoforte scontro tra falchi e colombe - Secondo il quotidiano tedesco, nella seduta del board della Bce esisterebbe una maggioranza dei componenti favorevoli alla ripresa di acquisti di titoli dei Paesi in crisi, da coordinare con i rispettivi governi. La SZ aggiunge che nella seduta non verrebbe presa una decisione ufficiale sull'acquisto dei titoli, mentre è probabile che Draghi concretizzi l'affermazione fatta a Londra di fare di tutto per salvare l'euro.

Il veto della Bundesbank - Il compromesso alla Bce potrebbe essere un'azione congiunta della stessa Bce con i fondi di salvataggio Ue Esm-Efsf per raffreddare gli spread, ipotesi anticipata anche dal premier Mario Monti. Gelando le aspettative sul consiglio Bce, il presidente della Bundesbank Jens Weidmann, in un'intervista di fine giugno ma pubblicata in questi giorni, è netto però nel ribadire: la Bce "non oltrepassi il proprio mandato". La 'Buba' "si batterà con tutte le sue risorse" per evitare "una strumentalizzazione in funzione di obiettivi di politica fiscale", dice Weidmann che avrebbe già incontrato Draghi in un colloquio privato. "Siamo la maggiore e la più importante banca centrale dell'Eurosistema - tuona - e abbiamo una voce più importante rispetto ad altre banche centrali dell'Eurosistema". Un altolà a decisioni della Bce che venissero prese a maggioranza contro il parere del primo “azionista”, ma che Draghi vorrebbe evitare per non spaccare la Bce.

Mercati prudenti - E dunque lo scontro sulle misure da adottare potrebbe portare, alla riunione della Bce, a misure in grado di raffreddare gli spread, ma difficilmente al “game-changer”, la svolta in grado di cambiare il corso degli eventi, auspicata dagli Usa e dall'asse Roma-Parigi. I mercati lo sanno e le borse sono rimaste prudenti (sceso invece a 453 lo spread dei Btp).