Questa volta l’"effetto" Draghi non ha portato bene alle Borse. Palpabile la delusione dei mercati finanziari, che con tanto entusiasmo avevano accolto i commenti londinesi di giovedì scorso, di fronte alle nuove parole del governatore dell’Eurotower. Dopo aver promesso la scorsa settimana che a tutela della valuta unica la Banca centrale europea avrebbe preso tutte le misure "necessarie" e che questo sarebbe stato "abbastanza", si erano fatte particolarmente aggressive le aspettative sull'odierno consiglio mensile Bce, da cui non sono invece emersi nell’immediato gli elementi concreti su cui i mercati scommettevano. Seduta nera per Piazza Affari, con l’indice Ftse Mib che ha perso il 4,64%, mentre lo spread si è attestato a 511 punti.

L'incipit del presidente della Bce aveva in realtà scatenato una iniziale euforia nei mercati: gli spread "eccezionalmente alti" sono "inaccettabili” aveva detto infatti Draghi, aggiungendo che la Bce elaborerà un meccanismo di acquisto di titoli di stato che contribuirà a stabilizzare i rendimenti eccezionali del debito dei paesi dell'eurozona maggiormente in difficoltà.
Draghi ha poi però chiarito che indicherà i dettagli delle nuove misure solo "nelle prossime settimane" e che gli interventi verranno fatti solo su richiesta dei governi.

"Non c'è stata alcuna retromarcia rispetto al mio discorso di Londra" ha provato poi a chiarire il presidente della Bce. "Non ho parlato di titoli di stato ma ho detto che l'eurozona è forte e l'euro è irreversibile. I mercati hanno frainteso".
Precisazioni che però non sono servite a ridare fiducia ai mercati così come non sono servite le parole del premier Monti che oggi 2 agosto ha incontrato con il premier spagnolo Mariano Rajoy. "Vedo diversi passi avanti, nessuno indietro, c'è la sottolineatura che il tema dello spread tocca al cuore la funzionalità della politica monetaria" che è il cuore della azione della Bce, ha detto Monti, commentando le parole di Draghi.

Monti ha anche escluso, per ora, di chiedere l'attivazione del meccanismo europeo per moderare lo spread: "Al momento l'Italia non ha nessuna intenzione di fare ricorso a questo meccanismo", ha detto, spiegando anche che occorre ancora "vederne le modalità e se occorra o meno". L'Italia, ha aggiunto - ha una finanza pubblica "tra le più solide in Europa" e pertanto "non si pone proprio il problema" di una richiesta di salvataggio. Da Helsinki, il 1 agosto Monti aveva detto che il ricorso allo scudo potrebbe avvenire "a causa della lentezza dei mercati a comprendere i risultati raggiunti".

In mattinata, sempre da Helsinki prima di partire per Madrid, il presidente del Consiglio ha anche lanciato un avvertimento ai "falchi" dell'Ue: "Con livelli di spread così alti, si rischia di avere in Italia un governo euroscettico".