di Gabriele De Palma

All'indomani dei risultati finanziari del secondo trimestre 2012 il settore tecnologico misura i propri rapporti di forza e le tendenze che potrebbero cambiarne gli equilibri. Le due notizie più vistose sono il primo 'rosso' fatto segnare da Microsoft in tutta la sua storia e l'andamento delle azioni di Facebook, che a Wall Street ha visto il titolo passare dai 38 euro dell'esordio ai circa 25 attuali. Si conferma, invece, la tendenza positiva di Samsung, ormai saldamente leader nel mercato degli smartphone.

Rapporti di forza – Uno dei parametri più indicati per capire il valore attuale delle aziende high-tech è il paragone tra le rispettive capitalizzazioni di mercato (e cioè il valore totale di una società quotata in borsa che si ottiene moltiplicando il numero di azioni in circolazione e il loro prezzo sui mercati).
Da questo punto di vista, Apple è di gran lunga la più ricca: con un valore di 570 miliardi di dollari, vale più del doppio degli immediati inseguitori. Microsoft ha una capitalizzazione di 247 miliardi di dollari, IBM di 223 e Google di 207. L'azienda guidata da Tim Cook vale 16 volte Facebook (40 miliardi). Entrano nel club dei cento miliardi anche Oracle (147), Samsung (137) e Amazon (108). Va decisamente peggio agli altri produttori di hardware come HP, leader del mercato dei pc e delle stampanti, le cui azioni se vendute oggi incasserebbero 36 miliardi; quelle di Dell invece 21. In fondo alla top ten sta Nokia, la cui capitalizzazione ammonta a 'soli' 9 miliardi di dollari.
Se invece si fosse interessati ad acquistare i titoli hi-tech in borsa le valutazioni sono molto eterogenee e i rapporti non sempre prevedibili. Le più care sono quelle di Apple e di Google, oltre i 600 dollari l'una, seguite da Samsung – intorno ai 500 dollari – e a una certa distanza da Amazon e Ibm che oscillano intorno ai 200 dollari. Molto meno costano quelle di Microsoft (30 dollari), HP (20) e Dell (11). In fondo alla lista Nokia, quotata a 2,5 dollari per azione, meno di un duecentesimo di Apple e Google.

Crisi finanziaria - Considerando invece un parametro meno statico dei precedenti, è interessante vedere l'andamento delle azioni sul lungo periodo, e precisamente da prima della crisi finanziaria del 2008 a oggi. I peggiori in questo senso sono Nokia e RIM, produttore di Blackberry. I titoli finlandesi a inizio 2008, quando dominavano il mercato dei dispositivi mobili, valevano quasi 40 dollari mentre oggi valgono circa un ventesimo (2,5 dollari). Anche i canadesi non dormono sonni tranquilli: i loro titoli hanno perso il 95 per cento del valore.
La crisi, invece, ha fatto bene ad Apple: a inizio 2008 aveva azioni da 120 dollari e, dopo aver toccato il minimo a inizio 2009 (83 dollari), si è ripresa alla grande crescendo progressivamente – con picchi coincidenti con le varie edizioni di iPhone e iPad – fino a superare i 600 dollari nell'aprile 2012. Molto simile la storia di Amazon, quella di Samsung e di IBM. Anche altri colossi hanno completamente recuperato il tracollo del 2008, pur senza ripetere l’exploit della Apple. Tra questi Google e Microsoft, tornati oggi ai valori pre-crisi.

Smartphone
- Il segreto nei bilanci della mela morsicata sta ormai tutto nei dispositivi mobili, iPhone e iPad, che rappresentano il grosso del fatturato. D'altronde il mercato dei telefoni intelligenti è uno di quelli più in salute e ha guadagnato nell'ultimo anno il 42 per cento. Negli ultimi tre mesi, in  base ai dati raccolti dagli analisti di IDC, sono stati acquistati 153 milioni di smartphone (su 400 milioni di telefonini) nel mondo. Occhio quindi a chi ha fatto i passi in avanti più grandi, a cominciare da Samsung che rispetto al giugno 2011 ha aumentato le proprie vendite del 172 per cento (uno smartphone su tre venduti nel mondo è della casa coreana) e ai cinesi di ZTE, che oggi rappresenta poco più del 5 per cento del mercato ma ha triplicato le proprie vendite. Il segreto di questo improvviso successo? Una linea di prodotti dai costi contenuti che hanno incontrato i favori del mercato locale, che è il più interessante e proficuo del momento. Per quanto riguarda il sistema operativo è Google con le piattaforma Android a essere diventato il numero uno: il suo mercato (60 per cento) oggi è tre volte più grande di quello di Apple (20 per cento). I telefoni Windows invece, che oggi rappresentano un quarto di Apple e un dodicesimo di Android, dovrebbero superare entro il 2016 gli iPhone e diventare il secondo sistema operativo più diffuso. Ma nel frattempo potrebbe succedere di tutto.