Sono tornate in carreggiata le principali borse europee, con Milano e Madrid che rialzano la testa dopo la sbandata che le ha affondate ai minimi storici nella vigilia. L'avvio è stato incerto, con la nuova doccia fredda di Moody's, che ha preso di mira l'Esfs a due giorni dal ribasso dell'outlook di Germania, Olanda e Lussemburgo. Un rimbalzo solo a metà, però, dato che la tensione è rimasta alta sul fronte del debito pubblico.

Va bene quasi tutta l'Europa
- Il differenziale tra titoli italiani e spagnoli rispetto ai bund tedeschi è salito alle stelle (541 punti i Btp e 636 punti i Bonos), con il rendimento del Btp decennale al massimo (6,7%), per poi ridiscendere a quote più ragionevoli e chiudere rispettivamente a 518 e a 602 punti, nel giorno in cui i titoli trentennali tedeschi hanno raggiunto il minimo storico al 2,17%. A parte Londra (-0,02%), le altre piazze hanno chiuso in positivo: Parigi e Francoforte sono salite dello 0,2%, Madrid dello 0,82% e a Milano il Ftse Mib ha guadagnato l'1,17%, salendo anche del 2% nel corso della seduta. Gli occhi dei mercati e delle istituzioni (Ue e Bce in primis) sono rimasti ancora una volta puntati sulla Spagna ed in particolare sulla Catalogna, tanto che la Banca Centrale Europea ha aperto alla possibilità che al fondo salva-stati Esm sia attribuita la licenza bancaria per poter operare in piena autonomia. Lo hanno affermato il consigliere francese Christian Noyer e l'austriaco Ewald Nowotny. Un'ipotesi che ha fatto placare la tensione sugli spread contribuendo a mettere in sicurezza i listini.

Hollande: "Agire subito"
- Una posizione in linea con l'accelerazione imposta da Spagna e Francia: "Abbiamo riaffermato la nostra volontà di mettere in opera appieno e in maniera rapida le decisioni prese al Consiglio Europeo del 28 e 29 giugno", hanno scritto in una nota congiunta i ministri dei due paesi. A Luis De Guindos in visita a Parigi e Pierre Moscovici ha fatto eco l'Eliseo, come ha affermato la portavoce del governo francese attribuendo al presidente Francois Hollande l'appello affinché i provvedimenti approvati dal Consiglio europeo del 28 e 29 giugno "siano messi in atto rapidamente e in modo fermo", alla luce anche delle recenti decisioni di Moody's sull'outlook di Germania, Olanda e Lussemburgo. L'ultima è di oggi e riguarda l'outlook del fondo salva-stati e di 6 Laender tedeschi. Un'urgenza suggerita anche dal terzo calo consecutivo calo della fiducia delle imprese tedesche (indice Ifo 103,3) e dal calo superiore alle stime del Pil nel secondo trimestre in Gran Bretagna (-0,7%), mentre l'Abi ha confermato che nel 2012 il Pil italiano scendera' del 2%, per calare ancora dello 0,2% a fine 2013.

Lieve riduzione del debito pubblico
- Un timido segnale positivo è giunto dal Tesoro italiano, che ha effettuato uno scambio tra titoli indicizzati all'inflazione e Btp con scadenza 2017, che ha comportato una riduzione di 370 milioni di euro allo stock del debito pubblico italiano. Poca cosa però se si considerano  gli 11 miliardi delle aste di domani (Ctz) e venerdì (Bot) e dei 5,5 miliardi dell'asta di Btp a 5 e 10 anni fissata per il prossimo 30 luglio.