L'agenzia internazionale di rating Moody's rivede al ribasso l'outlook della Germania, dell'Olanda e del Lussemburgo da "stabile" a "negativo". Confermato invece l'outlook stabile per la Finlandia. Per i tre paesi non si tratta di un taglio del rating (che resta tripla A), ma di un peggioramento per quanto le prossime valutazioni e potrebbe anticipare un futuro taglio del rating. Secondo Moody's inoltre un'uscita della Grecia dalla zona euro avrebbe un "ampio impatto sugli altri paesi membri, soprattutto Spagna e Italia". La notizia arriva a conclusione di uno dei lunedì più neri per le borse del Vecchio Continente.

Il lunedì nero - Piazza Affari archivia in rosso ( –2,76%) una seduta che ha visto l'indice principale toccare i minimi storici, per poi recuperare un po' di terreno grazie alla decisione della Consob di vietare le vendite allo scoperto di titoli finanziari.  La Borsa di Milano ce l'ha fatta così a chiudere meglio di Francoforte (-3,03%) e appena dietro a Parigi (-2,62%), ma non è riuscita a sorpassare Madrid (-1,1%) con cui nel corso della seduta ha condiviso un calo giunto fino al 5%.
Il listino milanese ha risentito per gran parte della seduta del timore di un contagio dalla Spagna. A buttare giù tutte le borse europee anche i timori per la Grecia, con le parole del vice della Merkel secondo cui l’ipotesi di un’uscita di Atene dall’euro "non spaventa".
Non va meglio con lo spread, schizzato a quasi 530 punti, mentre l'euro è calato ai minimi da due anni sotto quota 1,21 - ma è poi risalito - contro il biglietto verde. Male anche Wall Street con il Dow Jones che perde lo 0,79%, mentre il Nasdaq lascia sul terreno  l'1,20%.

Moody's: "Un'uscita della Grecia avrebbe impatto su tutta la zona euro" - Nel giudizio sul taglio dell'outlook per Germania, Olanda e Lussemburgo, Moody's spiega che sulle prospettive dei quattro Paesi pesa innanzitutto "la crescente incertezza sugli esiti della crisi del debito nell'area dell'euro considerato l'attuale quadro politico e l'aumentata sensibilità all'eventuale rischio che deriverebbe dalla sempre più probabile uscita della Grecia dall'Eurozona, incluso l'impatto che tale evento avrebbe sui Paesi membri dell'area euro, in particolare Spagna e Italia". Per Moody's, inoltre, "anche se tale evento fosse evitato, c'è una sempre maggiore probabilità che venga richiesto ampio sostegno per altri debiti sovrani dell'area euro, in particolare Spagna e Italia. E, data la maggiore capacità di assorbire i costi legati a questo sostegno, il peso cadrebbe probabilmente più pesantemente sugli Stati membri dal rating più alto se l'area dell'euro dovrà essere preservata nella sua attuale forma".

Berlino: "Lavoreremo con i nostri partner per superare la crisi"
- Immediata la replica del governo tedesco. Il ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble ha dichiarato in una nota che la Germania continua ad esercitare il suo ruolo di "ancora di stabilità della zona euro" e che "lavorerà con i suoi partner per superare il più rapidamente possibile la crisi del debito europeo",

Obama: "Europa rispetti gli impegni" - L'intensificarsi della crisi ha spinto a intervenire anche Barack Obama. "L'Europa deve prendere azioni che seguano gli impegni presi nel vertice della fine di giugno per stabilizzare i mercati - ha fatto sapere il portavoce della Casa Bianca Carney, sottolineando che il presidente Obama è regolarmente aggiornato sulla crisi del debito europea.

Mario Monti: "Puntare sull'economia reale" - Per il premier Mario Monti, in Russia per incontri istituzionali, è proprio questo il momento di puntare di più sull'economia reale: "La situazione difficile in cui versa l'eurozona e in particolare l'Europa è per noi uno stimolo in più a cercare rapporti solidi nell'economia reale, industriale e commerciale" ha sottolineato incontrando il leader del Cremlino, Vladimir Putin, nella dacia di Sochi sul Mar Nero. In quest'ottica, ha proseguito Monti, proprio mentre dall'Italia arrivano notizie sul forte calo della Borsa e la nuova impennata dello spread, la Russia "è un punto di ancoraggio di importanza strategica".

"Nervosismo mercati non dipende da situazione italiana" - Il "grande nervosismo" sui mercati e sullo spread poi, per Monti, "ha poco a che fare con i problemi specifici dell'Italia", ma piuttosto dipende dalle "notizie, dichiarazioni e indiscrezioni sull'applicazione" delle decisioni prese dal vertice Ue di fine giugno e dovrebbero "essere implementate senza rumore e in tempi brevi". Maggiori risorse al futuro fondo di stabilità permanente, infatti, secondo il premier, sarebbero "ovviamente" utili  ma, aggiunge, "non credo sia molto facile ottenerle nel breve periodo" sia per le Efsf che per l'Esm.