"La relazione negativa tra gli Stati, le banche e l'economia reale sono più forti che mai. E nonostante le azioni intraprese, i mercati finanziari restano sotto grande pressione, sollevando dubbi sulla stessa sopravvivenza dell'eurozona". Lo afferma il Fondo Monetario internazionale nel rapporto art IV dedicato a Eurolandia. La situazione nell'area euro è in una "fase critica". E’ necessario andare avanti con l'integrazione finanziaria e di bilancio per poter sperimentare una "modesta" ripresa nel 2013. Il Fmi ritiene inoltre che nel breve termine il contributo della Banca Centrale Europea (Bce) sia essenziale per allentare la crisi. “C'è bisogno – afferma Pradhan - di una politica monetaria accomodante, incluse politiche non convenzionali, quali l'allentamento monetario. La Bce ha spazio per un ulteriore taglio dei tassi”.

Per il Fmi le decisioni assunte dall'Europa alla fine di giugno sono positive e vanno nella giusta direzione. Ora devono essere attuate velocemente in linea con una tabella di marcia ragionevole "Un deciso passo verso una unione più completa, è necessario ora per dimostrare l'inequivocabile impegno dei politici a sostenere la zona euro" scrive il Fondo Monetario internazionale nel rapporto art IV. La prima priorità "è l'unione bancaria per spezzare il legame debito sovrano-banche". La zona euro prosegua sul cammino delle riforme che daranno risultati importanti a medio termine ma sono necessari anche "provvedimenti nel breve". La disoccupazione della zona euro, però, secondo le previsioni dell’Fmi, nel 2012 "rimarrà alta a causa della crescita debole" e con differenze molto ampie fra i diversi paesi come il 5,5% della Germania e il 24% della Spagna. La crescita nei paesi in difficoltà (Portogallo, Grecia, Irlanda e Spagna ma anche Italia) nei prossimi 4 anni non sarà sufficiente a far tornare la disoccupazione ai livelli pre-crisi.

Raccomandazioni anche per l’Italia. Per il Fondo monetario internazionale il nostro Paese deve "tagliare la spesa per diminuire le tasse e distribuire in maniera migliore il peso della correzione dei conti" oltre che "aiutare la crescita". Deve "aumentare la produttività nei servizi attraverso l'accelerazione delle riforme nel settore energia e nei servizi professionali per ridurre i costi nel fare imprese e aumentare la competitività". L'Italia deve inoltre condurre e pubblicare degli stress test anche sulle banche di minori dimensioni che non sono state comprese nell'esercizio Eba, limitato a Unicredit Intesa e Mps. Il settore finanziario deve "rafforzare il capitale e le dotazione di liquidità attraverso aumenti di capitale e cessione di attività marginali". Le banche vanno incoraggiate a predisporre "strategie per la cessione, ristrutturazione o svalutazione dei prestiti" inesigibili.